Libri di narrativa moderna e contemporanea successivi al 1945
Libri di narrativa moderna e contemporanea successivi al secondo dopoguerra
Cosa racconteremo di questi cazzo di anni zero Brondi Vasco - Baldini + Castoldi, 2023 - I Fenicotteri
"Cosa racconteremo di questi cazzo di anni zero" è praticamente un libro fotografico senza fotografie. Di cieli che arrivano al soffitto, dei trecentosessanta chilometri che ci dividono, dei trenta euro di treno. Parla di traslocare e di altre cose. Poteva chiamarsi anche "Non si esce vivi dalla pianura padana". Parla dei nostri amori che fanno prendere i treni e che fanno perdere gli aerei. Dei nostri amori che come colonne sonore hanno dei telegiornali. Le nostre scenografie e le periferie. Un'intimità che diventa una marea, che esce dagli occhi e dalla bocca e che entra nelle città e nelle case blindate. Le tue ansie planetarie. Tu che sorridi agli autovelox. Ferrara che potrebbe essere tutte le città di provincia, silenziose e deserte di sera. Le passeggiate dei poliziotti di quartiere. Occhiaie azzurre e narrazioni imprecise. Con talmente tante colonne sonore che si possono sentire anche se lo si legge in silenzio.
Cosa racconteremo di questi cazzo di anni zero Brondi Vasco - Baldini + Castoldi, 2014 - 56
"Cosa racconteremo di questi cazzo di anni zero" è praticamente un libro fotografico senza fotografie. Di cieli che arrivano al soffitto, dei trecentosessanta chilometri che ci dividono, dei trenta euro di treno. Parla di traslocare e di altre cose. Poteva chiamarsi anche "Non si esce vivi dalla pianura padana". Parla dei nostri amori che fanno prendere i treni e che fanno perdere gli aerei. Dei nostri amori che come colonne sonore hanno dei telegiornali. Le nostre scenografie e le periferie. Un'intimità che diventa una marea, che esce dagli occhi e dalla bocca e che entra nelle città e nelle case blindate. Le tue ansie planetarie. Tu che sorridi agli autovelox. Ferrara che potrebbe essere tutte le città di provincia, silenziose e deserte di sera. Le passeggiate dei poliziotti di quartiere. Occhiaie azzurre e narrazioni imprecise. Con talmente tante colonne sonore che si possono sentire anche se lo si legge in silenzio.
Cosa racconteremo di questi cazzo di anni zero Brondi Vasco - Dalai Editore, 2009 - Romanzi E Racconti
Uscito per una libreria indipendente bolognese nel 2008, viene ora ripubblicato in una versione rivista e aggiornata Cosa racconteremo di questi cazzo di anni zero di Vasco Brondi che trae l’ispirazione dall’omonimo blog dove quotidianamente l’autore scrive storie e descrizioni, nate dal suo bisogno di guardarsi dentro e attorno. Un romanzo-monologo, un racconto interiore, a cui si uniscono fogli di appunti scritti a mano: idee, schizzi, e su tutto, la libertà di osservare il fuori per rispecchiare il dentro, quello che forse ci accomuna tutti, con «i nostri occhi pieni di disordine». In un linguaggio criptico, ma ben riuscito, questo volume è come una lunghissima canzone, fatta di immagini e suggestioni che, se estrapolate, sembrano poesie. Metafore ispirate dal quotidiano e lirismo da strada. Fotografie di stanze disordinate si sovrappongono a quelle di quartieri abbandonati a se stessi, visioni e flash che attingono in quell’immaginario suburbano e surreale che ha fatto la fortuna della musica de Le Luci Della Centrale Elettrica. Una sorta di flusso di coscienza lontano da ogni schema narrativo e da ogni regola. «Adesso se fossimo in un telefilm ti dicevo che ti amavo. Così, coniugando anche male i verbi. E noi siamo meglio di un telefilm. E infatti non ci diciamo niente.» Parole semplici che fanno riflettere, che lasciano tracce in ognuno di noi.