Libri di Giuseppe Burgio
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La diaspora interculturale. Analisi etnopedagogica del contatto tra culture: Tamil in Italia Burgio Giuseppe - Edizioni Ets, 2007 - Scienze Dell'educazione
La comunità diasporica dei migranti Tamil, unitaria ma geograficamente frammentata, rappresenta un inedito per la ricerca italiana, una sfida per le nostre categorie di "cultura" e di "integrazione". La pedagogia può accogliere questa sfida solo concentrandosi sulle forme dell'incontro piuttosto che sulle "culture" in contatto, prendendo cioè le mosse dall'analisi etnografica delle complesse relazioni che, in un preciso contesto, si strutturano con uno specifico gruppo di migranti. Un approccio etnopedagogico guida così questa ricerca che, attraverso la raccolta delle storie di vita, dà conto della realtà concretamente vissuta dai migranti Tamil in Italia e, al contempo, sviluppa una riflessione epistemologica che disegna l'intercultura come prospettiva dialogica, narrativa e a forte curvatura politica. La pedagogia interculturale, nelle sue connessioni tra soggettività individuali emergenti nei racconti biografici e dinamiche culturali, implicazioni etiche e ricadute formative, dispositivi metodologici e modelli teorici, si propone in questo testo come pratica di relazione, coinvolgendo nel suo ambito non solo le scuole multietniche, ma tutti gli ambiti e le pratiche sociali, in un'ottica di trasformazione interculturale reciproca.
Pedagogia postcoloniale. Prospettive radicali per l'intercultura Burgio Giuseppe - Franco Angeli, 2022
Possiamo pensare oggi la pedagogia interculturale senza prima fare i conti con la cesura storica e politica costituita dal colonialismo? Educare ed educarci all'incontro con l'alterità etnoculturale, fare scuola in una società plurale ed eterogenea come la nostra, non può non tener conto di un passato che condiziona ancora oggi i rapporti tra autoctoni e migranti. L'esperienza coloniale, non abbastanza problematizzata dal punto di vista culturale nel nostro Paese, allunga infatti la sua ombra su ogni discorso possiamo fare tanto sul Noi quanto sull'Altro/a. Per fare i conti con questa eredità bisogna allora innovare dall'interno la pedagogia interculturale, facendole adottare una curvatura postcoloniale, nella quale il post non indica affatto un avvenuto superamento, ma il riconoscimento di un condizionamento culturale, di una forma mentis che ancora oggi sostiene e accompagna forme di sfruttamento, violenza e razzismo. Sposare una pedagogia postcoloniale significa infine adottare anche una postura materialistica, capace di riconoscere quei privilegi e quelle forme di dominio attivi nei contatti tra le culture che, a seguito delle migrazioni transnazionali, si realizzano nelle nostre metropoli e che, al contrario, una prospettiva esclusivamente culturalista rischia di non riuscire a leggere.