Libri di Gabriela Cabezon Camara
Bibliografia di Gabriela Cabezon Camara: tutti i libri in vendita online Narrativa moderna e contemporanea (dopo il 1945)
Prossime uscite di Gabriela Cabezon Camara
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788838950421 Le bambine dell'aranceto
La vergine dei bassifondi Cabezon Camara Gabriela - Unicopli, 2019 - Metropolis
"La Vergine dei bassifondi" è un romanzo che riprende una certa estetica della trasgressione e che affronta il tema della marginalità della conurbazione bonaerense e al tempo stesso del tradizionale universo dell'amore. È un libro dalla lettura scorrevole ma denso di contenuti, a tratti oscuri e a tratti ironici. Nella villa miseria El Poso una transessuale, Cleopatra, ha una rivelazione mistica: le appare la Vergine Maria e quell'evento cambia radicalmente il suo modo di vivere. Lascia la prostituzione per occuparsi dei problemi della villa. Quity è una giornalista in cerca di una storia marginale. Con uno stile del tutto personale nell'affrontare il linguaggio colloquiale, Gabriela Cabezón Cámara passa dalla tragedia alla commedia. Un romanzo in cui si mescolano linguaggi che hanno differenti registri (giornalistico, accademico, villero). Questa mescolanza è anche la villa miseria: la sporcizia e i santi, gli universitari e i ragazzi di strada, il cibo e i rifiuti, scopare dove si mangia, giocare in mezzo allo sterco e in questa catena risuonano i versi del grande Osvaldo Lamborghini. Alla fine l'eccesso è una scelta che Gabriela Cabezón Cámara fa per rappresentare il mondo della villa miseria che appare come il più grande degli abissi. Pur facendo parte di quella sfera che potremmo chiamare "letteratura della marginalità", nella "Vergine dei bassifondi" Cabezón Cámara non consegna mai la forma al contenuto.
Le bambine dell'aranceto Cabezón Cámara Gabriela - Sellerio Editore Palermo, 2026 - La Memoria
Vincitore del National Book Award 2025 per il miglior romanzo in traduzione. Finalista al Booker Prize 2026, unico romanzo in lingua spagnola. "Le bambine dell'aranceto" immagina in chiave radicale la vita di un personaggio storico e quasi leggendario: Antonio de Erauso (1592-1650), un'anima nata «Catalina», donna in un convento basco, costretta a una vita da novizia, che fuggirà da un destino soffocante per raggiungere il Nuovo Mondo come uomo. Attraverso questa trasformazione, da bambina a monaca, da monaca a marinaio, soldato, conquistador, fuggiasco, il protagonista ribalta e trascende ogni possibile categoria e imposizione sociale. Nascosto nella foresta con due bambine del popolo Guaraní, accanto a un piccolo branco di animali, due scimmie, una giumenta, un puledro e una cagna rossa, Antonio scrive lunghe lettere alla zia priora narrando le sue avventure, mentre le bambine lo incalzano con domande sul mondo, sul desiderio, sulla violenza che li spinge a nascondersi. La scrittura di Cabezón Cámara unisce femminismo, critica sociale e sperimentazione linguistica, reinventa generi e miti fondativi, in un romanzo dal doppio registro, epistolare e panoramico, intimo e distaccato, umano e quasi animale, un'opera che è insieme confessione e rivelazione, memoria e mito. Lì dove l'avidità coloniale devasta e cancella, questo romanzo inventa una nuova grammatica dell'amore, in cui il cinema di Miyazaki, i rosari in latino, i canti in basco e le parole della lingua guaraní restituiscono una speranza al futuro.