Libri di Tonino Cagnucci

Bibliografia di Tonino Cagnucci: tutti i libri in vendita online EUROPA

LIBRO   9788899025014

55 secondi. Trenta maggio 1984 Cagnucci Tonino  Castellani Paolo   -  Casa Editrice Pagine, 2018  -  Libri Di Voce Romana

A trent'anni da quella finale di Coppa dei Campioni fra Roma e Liverpool che ha fatto storia, esce un libro che ne racconta e ricorda le pieghe meno conosciute. "Cinquantacinque secondi" la misura di un'illusione ma soprattutto dell'orgoglio. Per cinquantacinque secondi la Roma è stata Campione d.Europa, cinquantacinque secondi dopo l.ultimo rigore del Liverpool quella sera si alzò dalla curva il coro "Roma Roma". Il libro arriva a quel rigore e riparte da quel coro. Il racconto emozionale inedito dell.avventura della Roma della Coppa dei Campioni. Una storia che inizia addirittura il 15 maggio 1974 e che trova un suo capitolo fondamentale nella finale del Liverpool col Borussia all'Olimpico nel 1977. La nascita dei cori di quella Sud che ha fatto storia, quello particolare per Agostino Di Bartolomei, il racconto di quel 30 maggio dall'alba a notte inoltrato, dalla camminata di un Capitano indimenticabile a una coreografia mai esposta. Il tutto raccontato da Tonino Cagnucci (giornalista del Romanista e scrittore alla sua quarta opera) e da Paolo Castellani (storico d'arte che tra i beni più preziosi conserva la maglia di Di Bartolomei indossata proprio quella sera). Un racconto ma anche un romanzo, un'emozione ma anche una storia dentro e fuori da quella notte di maggio.

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LIBRO   9788854199965

Figli di Roma. Capitani e bandiere. Il racconto degli uomini che hanno fatto la storia della AS Roma Cagnucci Tonino   -  Newton Compton Editori, 2016  -  Grandi Manuali Newton

"Figli di Roma, Capitani e bandiere" è il racconto vivo di una coreografia della Curva Sud che ha fatto letteralmente storia. Sedici ritratti di uomini che più di chiunque hanno rappresentato Roma e la Roma. La poesia di una squadra campione con un ragazzino che portava il pane - Amadei - per attaccante e un portiere, Masetti, che quando venne per la prima volta a Roma salì a San Pietro e vide il mare. Taccola, il nostro eroe tragici Volk, l'attaccante futurista. Un gigante di nome Giacomino, la santità di Ferraris IV, capitano che giocava a tutto nella vita perché solo la Roma era sacra; la superiorità di Bernardini che pagò di tasca sua per andarsene dalla Lazio, mentre Carpi per la Roma ha giocato gratis. L'esempio di Rocca in Curva a guidare la Sud col Liverpool. La romanità assoluta di De Micheli e De Sisti, le corse ragazzine di Conti, l'attaccamento di Giannini, la poesia sanguigna di De Rossi, il tutto di Torti. Al centro, con un doppio ritratto, Agostino Di Bartolomei, il cuore di questa storia e di quella coreografia. Uomini che spiegano perché un tifoso della Roma si sente privilegiato e perché la fede romanista è così esclusiva e unica il vanto che nessuno potrà mai avere.

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LIBRO   9788860411495

Il Grifone fragile. Fabrizio De André: storia di un tifoso del Genoa Cagnucci Tonino   -  Lìmina, 2013  -  Storie E Miti

Fabrizio De André s'è fatto cremare con la sciarpa del Genoa. S'è nascosto il Genoa dentro al cuore. "Ma come, De André tifoso?". È il gusto di rispondere a questo odioso stupore. Come se la cultura non fosse stare con gli occhi aperti in mezzo al mondo. Come se il calcio, un manufatto dell'umanità fatto coi piedi, non fosse arte. Come se non fossero esistiti Meroni, Cantona, Le Tissier, Maiellaro, Garrincha, Vendrame. Come se non fossero giganteschi affreschi umani le curve prima dell'avvento della Tessera del Tifoso, e come se non fosse amore quello che c'è dietro a tutto questo. È come fosse uno scandalo che non si può dire: il calcio come arte e poesia. Il pallone sta dalla parte della vita. De André come nessun altro è stato da questa parte. Fa scalpore la sproporzione fra quanto scritto sul suo cuore, alla ricerca del suo cuore, e il suo cuore semplicemente rossoblu. Come se questo non fosse un modo degno di raccontare o, peggio, di raccontarlo. È il più grande sgarbo che si possa fare a De André, lui che ha sempre cercato il vero, che spesso trovi nel basso e non nell'alto dei cieli (il Grifone simbolo del Genoa si mischia con la terra per volare), fiutando peggio di un cane frammenti di racconti perduti. Il Genoa è stato il suo pudore. In tutta la sua produzione non l'ha mai nominato. Il Genoa è stato il suo amore. E quando verranno a chiedertelo un amore così lungo tu non darglielo in fretta... Non l'hanno ancora fatto. Il vero De André apocrifo è questo.

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