Libri di Guido Canella
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Architetti italiani nel novecento Canella Guido Bordogna E. (Cur.) Prandi E. (Cur.) Manganaro E. (Cur.) - Marinotti, 2010 - Vita Delle Forme
Grazie ai saperi dell'erudito e all'intelligenza dello storico che non teme di proporre inquadramenti di lunga gittata e a quella del critico che bene intende significato e ruolo dei protagonisti dell'architettura italiana del Novecento e delle loro opere, Guido Canella, uno dei maestri della nostra cultura del progetto, attraverso queste pagine ricche di notazioni acute, capaci di cogliere il disegno complessivo e l'interazione fra circostanze specifiche di poetica, di stile e di luogo e intenzioni riferibili a tendenze generali, ai tempi della storia, consegna a colleghi, studenti non sviati dalla ricezione passiva di mode e stereotipi del divismo architettonico moderno, e lettori impegnati, un'attesa, ricca selezione dei suoi saggi più rappresentativi, scritti entro un arco di trent'anni. Con i suoi studi Canella affianca e addirittura integra, pure nel nome di interpretazioni talvolta ideologiche, politiche insomma, tuttavia tanto libere quanto oggettive quelle dei più accreditati e mitizzati critici e storici di professione, attivi tra settima e ottava decade dell'altro secolo. E Canella si vuole ed è, per certo, architetto progettista, ma, nondimeno (da allievo di Ernesto Rogers), intellettuale versato nella riflessione critica alla quale applica uno sguardo non breve.
Il sistema teatrale a Milano Canella Guido - Edizioni Dedalo, 1966 - Architettura E Città
Il sistema teatrale a Milano - edizioni Dedalo
A proposito della scuola di Milano Canella Guido - Hoepli, 2010 -
"Sempre, quando si parla di Guido Canella, bisogna partire da Canella architetto. Quando si parla della sua attività di insegnante, di scrittore, di polemista appassionato, bisogna partire dal suo essere architetto, un architetto che si occupa della città come luogo delle istituzioni civili, ma anche come luogo geografico, paesaggio naturale in cui la città si costruisce nel tempo. [...] Fra i suoi amici e maestri, scelti uno per uno nel corso delle sue battaglie, Canella riconosce un'unità di intenti, una scuola di pensiero legata alla cultura lombarda, in particolare milanese, di quella città che fra le due guerre accentra le funzioni produttive e richiama le intelligenze che credono nella qualità evocativa del progetto di architettura, che intendono il progetto come costruzione di un mondo migliore: Edoardo Persico napoletano, Giuseppe Pagano torinese d'adozione, Ernesto Rogers triestino. [...] Insieme ad Aldo Rossi, Carlo Aymonino, Francesco Tentori, Gianugo Polesello, Luciano Semerani, per citare solo gli amici più vicini, Canella si mette alla ricerca delle forme dell'architettura alle quali affidare la costruzione della città come affermazione di una idea di civiltà. Guido Canella è stato uno dei principali maestri di questa Scuola. Il suo punto di vista dunque è per noi particolarmente prezioso" (Dalla Prefazione di Antonio Monestiroli).