Libri di Candido Cannavo
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Pretacci. Storie di uomini che portano il Vangelo sul marciapiede Cannavò Candido - Rizzoli, 2009 - Bur Saggi
Da alcuni anni Candido Cannavò si dedica all'esplorazione di importanti realtà sociali, regalandoci viaggi all'interno di mondi variegati e sfaccettati, come quello delle carceri e dei disabili. Oggi Cannavò dipinge la realtà dei preti da marciapiede, quegli uomini coraggiosi e per molti versi ribelli che hanno scelto di compiere la loro missione sulla strada, tra prostitute, immigrati, tossicodipendenti, o in carcere, in difesa del rispetto per l'individuo e della libertà. Dal milanese don Rigoldi al genovese don Gallo (meglio conosciuto come "il prete no global") ai cappellani di San Vittore e del carcere di Opera: sedici ritratti indimenticabili, sedici personalità controverse che la straordinaria franchezza della prosa di Cannavò ci restituisce in tutta la loro umanità.
Storia sentimentale dello sport italiano Cannavò Candido Trifari E. (Cur.) - Solferino, 2019 - Connessioni
Da Pietro Mennea a Roberto Baggio, da Marco Pantani a Valentino Rossi, da Alberto Tomba a Federica Pellegrini, da Valentina Vezzali ai fratelli Abbagnale, dalle più emozionanti vittorie della Ferrari ai trionfi degli azzurri di Enzo Bearzot e Marcello Lippi. Bastano questi nomi per evocare ricordi ed emozioni, esultanze e delusioni cocenti, un comune sentire che ha saputo unire ilnostro Paese, da Nord a Sud. A raccontare i grandi momenti dello sport italiano è la penna di Candido Cannavò, amatissimo direttore de «La Gazzetta dello Sport», che è stato capace di grandi battaglie per le regole e i valori ma anche di commozione per gli exploit dei nostri campioni. I suoi articoli più belli sulle prime pagine della «rosea» sono raccolti in questo libro, a dieci anni dalla scomparsa dell'autore, per farci rivivere la grande epopea delle emozioni azzurre, dalle Olimpiadi di Roma nel 1960 alla vittoria nel Mondiale del 2006. Un vero e proprio romanzo dell'Italia sportiva nei ricordi di un indimenticato maestro del giornalismo. Postfazione di Alex Zanardi.