Libri di Salvatore Cannavo
Bibliografia di Salvatore Cannavo: tutti i libri in vendita online Ideologie politiche
Si fa presto a dire sinistra. Tre anime in cerca di identità Cannavò Salvatore - Piemme, 2023 - Saggi Pm
Nel quadro confuso della sinistra italiana risuona ancora il dubbio che una sinistra ci sia. Eppure, osservando attentamente l'attualità politica, si potrebbe azzardare che di sinistre ce ne siano almeno tre: quella riformista e liberale, quella democratico-sociale, e quella "socialisteggiante". Le tre sinistre incrociano e attraversano le formazioni politiche attuali come il Pd e il M5S, ma anche i piccoli partiti anticapitalisti e la sinistra sociale diffusa. Ma come si affermano spazi, idee e battaglie in un contesto in cui la destra sembra aver egemonizzato non solo il parlamento ma anche i temi di discussione pubblica? Partendo dalla Rivoluzione francese e dalle trasformazioni che il Novecento e poi la globalizzazione hanno imposto ai processi politici, Salvatore Cannavò, vicedirettore de Il Fatto quotidiano, appassionato studioso della galassia della sinistra, traccia un identikit puntuale, lucido e a tratti provocatorio su quelle che sono le architravi di partiti e movimenti che aspirano a rappresentare questo mondo variegato. Definendo le parole d'ordine, i significati nuovi che alcune di esse hanno acquisito nel corso del tempo, criticandone le ipocrisie e i cliché, ma evidenziando le potenzialità inespresse ne viene fuori un saggio che descrive perfettamente le crisi e i dilemmi attuali. "Si fa presto a dire sinistra" rappresenta uno strumento fondamentale e necessario per orientarsi nel passato, nel presente e soprattutto nel futuro di una parola che ancora racchiude storie, passioni, sentimenti e patrimoni insostituibili.
Mutualismo. Ritorno al futuro per la sinistra Cannavò Salvatore - Edizioni Alegre, 2018 - Futuro Anteriore
La crisi storica della sinistra e di ciò che è stato il movimento operaio chiede uno sforzo eccezionale di fantasia e sperimentazione per ricominciare. Ma per guardare al futuro occorre tornare "la dove tutto è cominciato". Nel corso del Novecento le caratteristiche basilari del movimento operaio delle origini, imperniate su mutualismo e solidarietà di classe, sono state relegate al ruolo di ancella. La socialdemocrazia ha fondato la propria politica sul consenso elettorale come viatico per conquistare lo Stato e migliorare le condizioni di vita dei lavoratori. I partiti comunisti sono stati sopraffatti dal crollo del socialismo reale. Partito e sindacato hanno rappresentato le forme principali della politica e, facendosi Stato o dipendendo dallo Stato, hanno progressivamente prodotto organizzazioni centralizzate, fondate sulla delega e soggiogate dalle burocrazie. Oggi questi strumenti appaiono spuntati perché la forza materiale che dovrebbe sospingerli è dispersa o atomizzata, quello che era il "partito di massa" è divenuto "partito-istituzione", e gli stessi sindacati tradizionali vivono una crisi lacerante e un'assenza di contatto con le giovani generazioni divenute precarie a tempo indeterminato. Perdendo i propri ancoraggi sociali la sinistra ha finito per gestire un compromesso sociale al ribasso, ergendosi a puntello del sistema economico liberista. Occorre allora riappropriarsi delle pratiche all'origine del movimento operaio, ricucendo il filo delle individualità sociali per riscoprire l'efficacia della cooperazione e il valore fondativo della solidarietà. Il libro ripercorre la storia e i dibattiti delle esperienze di autogestione e mutualismo dalla fine dell'Ottocento ad oggi, mostrando l'impasto su cui poggiare i mattoni di una nuova credibilità politica. Si tratta di un mutualismo politico e conflittuale perché non accetta la dimensione di lenitivo delle diseguaglianze e non si integra in un processo di smantellamento dello stato sociale. Anzi. Affermando la propria capacità di autogoverno, indica un'idea alternativa di democrazia e di società.