Libri di Silvia Canonico
Bibliografia di Silvia Canonico: tutti i libri in vendita online Raccolte di poesia di singoli poeti
Versi di un autunno precario Canonico Silvia - Porto Seguro, 2017 -
"Le foglie hanno paura e tremano, per questo cadono, dai rami stanchi, in un vortice di silenzi che incidono il cuore, dove la mia malinconia e questo violento autunno fanno l'amore..." Il libro è una semplice raccolta di poesie scritte in un autunno un po' precario, fatto di presenze e assordanti assenze, di sogni e di speranze e di quella nostalgia che puntualmente fa riflettere mettendo alle strette tutte quelle buone intenzioni che spesso, poi, non si rivelano tali. È uno scorcio di vita, una stagione della mia vita, che volevo fermare in questo tempo che sfugge e che non so ancora usare o osare.
La musa di me stessa (poesia bipolare) Canonico Silvia - La Signoria, 2017
Poetessa dell'eccesso, in questo libro Silvia Canonico traccia un diario di vita sfrenata, vissuta ai margini della strada, un'atmosfera alienante e provocatoria degna della più celebre cultura underground. Un'articolata sequenza tra romanzo e poesia, una sensualità sudicia che si è sporcata vivendo il furore di tramonti irripetibili, di sbronze colossali e fughe chimiche dalla realtà ai piedi di un burrone cupo dove l'autrice danza sul bordo in una scatenata estasi dei sensi. Il suo è un anticonformismo paradossale che devasta, il malessere dello scrittore moderno che impronta il fulcro del discorso attorno a sé, un "io" segnato e sofferente che diviene musa spietata e allo stesso tempo vulnerabile per rinascere sempre più forte.
La musa di me stessa (poesia bipolare) Canonico Silvia - Sacco, 2015
Poetessa dell'eccesso, in questo libro Silvia Canonico traccia un diario di vita sfrenata, vissuta ai margini della strada, un'atmosfera alienante e provocatoria degna della più celebre cultura underground. Un'articolata sequenza tra romanza e poesia, una sensualità sudicia che si è sporcata vivendo il furore di tramonti irripetibili, di sbronze colossali e fughe chimiche dalla realtà ai piedi di un burrone cupo dove l'autrice danza sul bordo in una scatenata estasi dei sensi. Il suo è un anticonformismo paradossale che devasta, il malessere dello scrittore moderno che impronta il fulcro del discorso attorno a sé, un "io" segnato e sofferente che diviene musa spietata e allo stesso tempo vulnerabile per rinascere sempre più forte.