Libri di Caterina Capalbo
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Roma città aperta. Un film non del tutto svelato Capalbo Caterina - Rubbettino, 2022 - Varia
Per quale ragione Rossellini in "Roma città aperta" fa riferimento a 500 partigiani sulle montagne di Tagliacozzo? Si tratta di un semplice ricordo o è un messaggio politico? E come mai in un film così storicamente drammatico per l'Italia c'è anche spazio per l'ironia e per quelle gag, come la padellata in testa al sor Biagio, che Fellini costruì adattandole alla comicità di Fabrizi? A queste domande il libro risponde con una scrittura agile e scorrevole seguendo il doppio filo della storia e del cinema in una trama di fatti inediti e di nuove testimonianze che si intrecciano alla biografia del regista, alla realtà della guerra, agli amici e compagni d'avventura, uomini e donne che vissero con lui il periodo di fuga da Roma in Abruzzo dove mentalmente maturò l'idea generatrice di Roma città aperta.
Roma città aperta. Un film non del tutto svelato Capalbo Caterina - Dante Alighieri, 2021
Roberto Rossellini, fra il 1943 e il '44, si rifugia sulle montagne d'Abruzzo, nella Marsica. Sin dall'estate del 1943, dopo il bombardamento di San Lorenzo, si reca a Tagliacozzo, e qui inizia le riprese di un film passionale, ma non privo di metafore politiche, sulla scia di Ossessione di Visconti, e con un titolo altrettanto drammatico: Rinuncia, poi ribattezzato Desiderio. Resta in Abruzzo anche dopo l'armistizio. In questi tempi difficili matura una nuova visione politica. Entra in contatto con una rete di partigiani che soccorre e nasconde una moltitudine di soldati alleati fuggiti dai campi di prigionia nei pressi di Sulmona, subito dopo l'8 settembre. E di costoro si ricorderà quando comincerà la lavorazione di Roma città aperta, tanto che nel film, li citerà come "i 500 bravi ragazzi sulle montagne di Tagliacozzo".