Libri di narrativa e argomenti correlati
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Dizionario dell'abbandono Capitani Francesco G. - Scatole Parlanti, 2021 - Forme
Le cose abbandonate - ex ospedali, manicomi, intere città - non costituiscono solo relitti di cose che furono, e nemmeno meritano la brutta fama del degrado. Specchiano la linea sottile fra un passato di memoria, un presente di rovina e un futuro di decadenza e fallimento, ma anche di riscatto e liberazione. I luoghi abbandonati divengono depositari di significati trascendenti la comune cognizione del tempo, che pretende cose e persone sempre ferme a se stesse, immobili e fedeli. L'autore cerca di cogliere i dettagli di un passato che non molla la presa sul presente e continua a raccontarsi fra travi rotte, scale putrescenti e stanzoni di ville inghiottite da incuria e rampicanti. Ma è soltanto un'apparenza; l'abbandono diviene genetica di vita diversa, nuova, e soprattutto esplorazione di ciò che è nascosto a una visione superficiale della realtà.
Dizionario dell'abbandono. Esercizi di esplorazione dei luoghi che erestano Capitani Francesco G. - Ediciclo, 2026 - Ciclostile
I luoghi abbandonati - case fatiscenti, fabbriche arrugginite, parchi giochi dismessi - vengono in genere associati a un irredimibile degrado che non meriterebbe né cura né attenzione. D'altronde, «l'abbandono sarebbe l'esito del perdente, e generalmente non piace». Eppure spesso un edificio disabitato, inutilizzato e lasciato a sé stesso nasconde una storia intensa, ed esplorarlo mette alla prova percezioni apparentemente lontane: la ricerca storica per conoscerlo, la fatica fisica per raggiungerlo, l'adrenalina associata a una certa dose di rischio e pericolo nel perlustrarlo. Una fascinazione che in ambito fotografico è riconducibile a un termine preciso, urbex: l'esplorazione urbana di luoghi sovente neri e ostili, altre volte scintillanti e accoglienti. Viaggiare nell'estetica dell'abbandono può aiutare a svelare le logiche che lo sottendono, e a comprendere come ogni cosa dimenticata sia, in verità, viva, fragile e vulnerabile. E perciò così simile all'essere umano.