Libri di Marcello Caprarella
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- 9788860199201 Scuola di scrittura
Un male urbano Caprarella Marcello - Felici, 2022 - Acquaragia
Un male urbano vuol rendere omaggio a una gloriosa tradizione letteraria, quella del diario romanzato costruito su una base di avvenimenti reali filtrati dalla sensibilità e dalle insofferenze della voce narrante, con un finale in chiave giallo-noir. Eppure, Marco Imparato può essere uno qualunque di noi: un uomo che vive male il proprio tempo. La cronaca copre un anno di vita, dall'agosto del 2019 fino al suicidio del protagonista. Il contesto personale e sociale descritto è quello della pandemia. L'ambito geografico è Madrid, e la città è forse l'attore principale dell'opera. Il vero, dunque, come congiuntura specifica, come scenario spontaneo, collettivo. Attorno a Marco, i luoghi e la gente che battono nel polso della sua vita, finché questo polso non si arresta. Le "testimonianze" degli amici, colleghi e "nemici" sono una risalita micro-storica, su un registro ironico-cinico, che porta dalla rievocazione di una persona/personaggio alla descrizione di un disagio generale, di una società fatta di legami allentati o profondi, improvvise povertà, complicità e incomunicabilità, miserie passeggere e radicate, precarietà stabili e qualche lampo di poesia senza artifici - quando la poesia sgorga dalla ferita del vissuto più che dalle parole di chi, ricordando, vive e rivive.
Scuola di scrittura Caprarella Marcello - Felici, 2026 - Gialli
Francesco Fanelli, romanziere fallito e impiegato presso una multinazionale francese di prodotti ferro-tramviari, conosce per caso alla Stazione Centrale di Milano il barbone Anselmo Ferrari. Questo incontro fortuito dà il via alla trama di un romanzo pamphlet contro le scuole di scrittura e l'omologazione e mercificazione letteraria e culturale in senso lato. Il Ferrari, ex architetto di grido, è infatti uno scrittore di razza che ha visto precipitare la propria vita verso l'abisso della pubblica gogna e della miseria per colpa della frequentazione della scuola di scrittura diretta dall'insigne critico letterario Gianalberto Visentini, personaggio brillantemente viscido e carente di scrupoli, responsabile di un corso di scrittura "creativa" frequentato da ogni sorta di archetipo attuale di scrittore (e scrittrice) in preda al disorientamento e con ambizioni non commisurate alle proprie reali capacità creative. È la storia - tanto per non abbandonare l'allegoria ferroviaria - dei deragliamenti personali asincroni e di un amaro riscatto finale di Francesco e Anselmo, che vivono la letteratura e la scrittura in modo insano, con conseguenze tragiche per sé stessi e per le persone vicine.