Libri di narrativa moderna e contemporanea successivi al 1945
Libri di narrativa moderna e contemporanea successivi al secondo dopoguerra
Il bambino del treno Casadio Paolo - Piemme, 2018
Prendere la decisione, perché altre non ce ne sono: sabotare il treno, impedirne in qualsiasi modo la ripartita, poiché non esiste un loro, un suo, un mio: soltanto un nostro. Il casellante Giovanni Tini è tra i vincitori del concorso da capostazione, dopo essersi finalmente iscritto al pnf. Un'adesione tardiva, provocata più dal desiderio di migliorare lo stipendio che di condividere ideali. Ma l'avanzamento ottenuto ha il sapore della beffa, come l'uomo comprende nell'istante in cui giunge alla stazione di Fornello, nel giugno 1935, insieme alla moglie incinta e a un cane d'incerta razza; perché attorno ai binari e all'edificio che sarà biglietteria e casa non c'è nulla. Mulattiere, montagne, torrenti, castagneti e rari edifici di arenaria sperduti in quella valle appenninica: questo è ciò che il destino ha in serbo per lui. Tre mesi più tardi, in quella stessa stazione, nasce Romeo, l'unico figlio di Giovanni e Lucia, e quel luogo che ai coniugi Tini pareva così sperduto e solitario si riempie di vita. Romeo cresce così, gli orari scanditi dai radi passaggi dei convogli, i ritmi immutabili delle stagioni, i giochi con il cane Pipito, l'antica lentezza di un paese che il mondo e le nuove leggi che lo governano sembrano aver dimenticato. Una sera del dicembre 1943, però, tutto cambia, e la vita che Giovanni, Lucia e Romeo hanno conosciuto e amato viene spazzata via. Quando un convoglio diverso dagli altri cancella l'isolamento. Trasporta uomini, donne, bambini, ed è diretto in Germania. Per Giovanni è lo scontro con le scelte che ha fatto, forse con troppa leggerezza, le c
La quarta estate Casadio Paolo - Piemme, 2015
L'estate che cambierà per sempre la sua vita, quella del 1943, inizia con un lungo viaggio, dal Garda, dov'è nata e cresciuta, a Marina di Ravenna, dove per tre mesi dovrà esercitare la sua professione; sola, per la prima volta. Sa che spostarsi è pericoloso, ma il suo lago è divenuto ormai troppo stretto e ha bisogno di andarsene per dimostrare a se stessa, più che agli altri, chi desidera diventare. Un medico. Una donna. Entrambe le cose. Ma anche così lontano da casa, il pregiudizio l'ha seguita. Quando compare sulla soglia del sanatorio, infatti, le infermiere, le suore, comprendono che, a dispetto del suo nome, Andrea Zanardelli non è il dottore che si aspettavano. C'è stato un errore, a cui però è impossibile porre rimedio. Unico rimprovero, il loro sguardo muto e sorpreso. Comincia quindi nel silenzio quell'estate. Un silenzio spezzato solo dall'inquieto moto delle onde del mare che Andrea non ha mai visto e dalle grida dei bambini che deve curare. Un silenzio lontano anni luce dalla guerra, dalla fine delle illusioni imperiali, dai proclami gridati, dalle divise e dai morti. Ma che non durerà a lungo. Perché quell'estate segnerà una svolta per la storia del paese e per la sua vita. E non sarà più possibile tornare indietro.
La quarta estate Casadio Paolo - Clown Bianco Edizioni, 2025 - Margini
Nel 1943, all'inizio dell'estate, Andrea Dalvina Zanardelli lascia il paese sulla riva occidentale del Garda dov'è nata e cresciuta per raggiungere Marina di Ravenna, sulla costa adriatica. Lì, per tre mesi, dovrà occuparsi del sanatorio gestito dalle suore devote a Santa Dalmazia. Andrea Dalvina è medico, una professione a cui una donna difficilmente poteva accedere. E poi quel nome, anche quello non certo comune tra le donne. Così, quando compare sulla soglia del sanatorio, le suore comprendono che, a dispetto del suo nome, Andrea Zanardelli non è il dottore che si aspettavano. C'è stato un errore, a cui però è impossibile porre rimedio. Comincia così quell'estate fatta di onde, tanto diverse da quelle del lago, bambini orfani da curare e persone ruvide e dirette con le quali stringere rapporti tanto inattesi quanto profondi. Anche la guerra sembra lontana da quel piccolo villaggio di pescatori. Ma questa illusione terminerà con il finire dell'estate, quando, dopo l'armistizio, il vecchio alleato si trasformerà in occupante e la riva occidentale del Garda si prepara a occupare un posto di primo piano nella tragedia della Seconda Guerra Mondiale. Quell'estate segnerà per sempre la storia dell'Italia e quella, di medico e di donna, di Andrea Dalvina Zanardelli.