Libri di Cur Cassani
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Tomaso Buzzi. Il principe degli architetti (1900-1981). Ediz. illustrata Cassani A. G. (Cur.) - Electa, 2008 - Architetti Moderni
Tomaso Buzzi (Sondrio 1900 - Rapallo 1981) è stato una figura singolare nella storia dell'architettura italiana del Novecento, dotato di una personalità fuori dal comune. Dopo il 1945 divenne un maestro del gusto lavorando per le più note famiglie della nobiltà e dell'industria italiana, dai Volpi agli Agnelli, dai Cini ai Contini Bonacossi, interpretandone gli stili di vita e accompagnandone i riti mondani. Snob, dandy, massone, partigiano, bibliofilo, colto, ironico e tormentato custode del bon-ton, Buzzi iniziò la sua carriera laureandosi a Milano nel 1923, entrando poi in contatto col gruppo del "Novecento milanese", di cui facevano parte, fra gli altri, Giò Ponti e Emilio Lancia. Dal 1931, quando lavora per villa Vittoria di Contini Bonacossi inizia il suo rapporto con la committenza aristocratica che conserverà nell'arco di tutta la sua carriera. L'abbandono di tematiche moderne, a partire dalla metà degli anni Trenta, e la sua apertura verso una committenza d'elite determinano la fine dei rapporti con l'establishement architettonico ufficiale e l'inizio della sua damnatio memoriae protrattasi quasi fino ai nostri giorni.
Guido Cirilli. Architetto dell'accademia Cassani A. G. (Cur.) Zucconi G. (Cur.) - Il Poligrafo, 2014
Guido Cirilli. Architetto dell'accademia - Il Poligrafo
Giacomo Quarenghi e l'Accademia di Belle Arti Venezia. Catalogo della mostra (Venezia, 15 dicembre 2017-28 febbraio 2018). Ediz. a colori Cassani A. G. (Cur.) - Silvana, 2018 - Arte
L'Accademia di Belle Arti di Venezia e Giacomo Quarenghi sono legati da un filo sottile che, tra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento, ha unito nomi illustri di architetti, intellettuali, docenti e grandi personalità della cultura e delle istituzioni. Grazie a questa rete di relazioni, interessi e condivisione di ideali etico-estetici, i preziosi disegni dell'architetto bergamasco sono arrivati, non a caso, in Accademia, luogo deputato dal 1750 all'insegnamento e allo studio delle Belle Arti. Oltre ad arricchire il patrimonio artistico dell'istituzione veneziana, le vedute, i capricci e i progetti architettonici di Quarenghi dovevano soprattutto servire alla didattica e alla formazione degli allievi, in particolare a quelli della Scuola di Architettura, quali perfetti esemplari del "buon gusto".