Libri di Cur Cederna
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Le pervestite Cederna Camilla Soave I. (Cur.) - Nottetempo, 2024 - Cronache
"Ecco una serie di pezzi scritti nel corso di dodici mesi, ecco una fetta della recente attualità italiana, una variegata baraonda fatta di balli, rapine, flirt più o meno principeschi, ribellioni di giovani, evasioni varie e viltà, moda, mode e modi nuovi, i problemi di oggi confrontati con quelli di ieri, un mucchio di cose bizzarre, molto da ridere, ma non tutto, ché ogni tanto vien da scuotere amaramente la testa davanti a tante frivolezze, goffaggini, cattivo gusto e volgarità". È il 1968 e, mentre in America Joan Didion raccoglie in Verso Betlemme i suoi interventi sulla California della controcultura, tra sogni ed eccessi, in Italia un'altra scrittrice e giornalista di enorme talento, Camilla Cederna, riunisce in Le pervestite le sue cronache sulla fine degli scatenati anni Sessanta nel Belpaese, tra banditi che sparano in strada, salotti d'alta borghesia, "figli dei fiori" e tensioni sociali sempre più forti. Un giornalismo, il suo, che sotto il velo di leggerezza mostra squisita cultura e impegno civile, con la tenace determinazione a guardare oltre i fatti e le apparenze per inserirli in un contesto politico e morale. "Tra l'antropologia e il pettegolezzo", come ricorda Irene Soave nella sua prefazione. "Parlare di un'epoca a partire dal suo 'lato debole' è stata sempre la cifra programmatica del lavoro di Cederna. Teorizzò sempre la mescolanza dell'indignazione con il sentimento, e della frivolezza con l'impegno". Per dipingere, partendo dagli aspetti di costume, il ritratto di un paese intero.
Il lato debole Cederna Camilla Borgese G. (Cur.) Cederna A. (Cur.) - Feltrinelli, 2000 - Universale Economica
Nella sua carriera giornalistica Camilla Cederna è stata una commentatrice d'eccezione, una cronista acuta e pungente e una delle più intransigenti e spregiudicate accusatrici della corruzione e dei misteri italiani. Analizzando un periodo fondamentale per capire gli sviluppi ulteriori della società italiana, l'autrice ci illustra i soliti "discorsi" che si fanno, le caratteristiche ricorenti di vari tipi umani, le mode, le abitudini, i gerghi, gli usi e i costumi che hanno fatto un'epoca. I commenti qui raccolti sono apparsi per la prima volta nella sua rubrica settimanale su "L'espresso", intitolata appunto "Il lato debole", e sono ormai diventati un classico del gi di costume.
Nella polvere e negli sputi. Crescere nell'Italia del boom e altri scritti sulle città dei ragazzi Cederna A. (Cur.) - Donzelli, 2026 - Saggi. Storia E Scienze Sociali
Alto, dinoccolato, un block notes e la biro nera infilati nella giacca, dalla metà degli anni cinquanta Antonio Cederna percorre in lungo e in largo le strade della capitale per annotare la distruzione di parchi e ville storiche: un'alluvione di mattoni e cemento sommerge prati, valli, giardini. Se in principio gli articoli invocano la tutela del verde in nome delle bellezze naturali e artistiche, dopo la paternità, e dopo i primi viaggi alla scoperta dell'urbanistica europea, la sua attenzione si sofferma sulle esigenze dei bambini, rivendicando parchi attrezzati, aree gioco, servizi dedicati. I diritti urbanistici si saldano sempre più con i diritti umani e civili, a cominciare dalla cura del tempo libero, vero indice di una società evoluta e armonica. E il paesaggio, nella sua visione, acquista una funzione materiale, fisica: diventa patrimonio solo se vissuto e praticato concretamente dalle persone. A trent'anni dalla sua scomparsa, il figlio Giulio, impegnato nel campo della ricerca e dell'intervento in favore dell'infanzia a rischio, ha raccolto una trentina di articoli - accompagnati da un ampio ventaglio di fotografie - che restituiscono un percorso movimentato e vario, ricco di esplorazioni, incontri, domeniche passate a scarrozzare i figli. Un viaggio nel laboratorio di uno dei padri dell'ambientalismo italiano, ma anche di un educatore. «Se educare vuol dire offrire ai cittadini un'alta qualità di vita - scrive Lorenzo Cantatore nella Prefazione -, al sicuro da privilegi, interessi e speculazioni, allora Cederna ci ha educati come un grande maestro di scuola».