Libri gialli e mistery
Libri mistery, romanzi gialli e storie del mistero
Un binomio perfetto Chicoli Antonio - Graus Edizioni, 2016 - Tracce
Una grande azienda. Il dominio del mercato della plastica. Il presidente, Amilcare Mantovani, autoritario e mai remissivo, ha in mano gli affari di famiglia da oltre trent'anni e, al di là delle sensazioni, sa che è giunto il tempo di farsi da parte e lasciare ai suoi figli l'intero patrimonio: Filippo, intuitivo e cinico; Marcello, esuberante e scontroso, e Giorgio, il più piccolo, chiuso e introverso. I conflitti tra loro rischieranno di mandare in frantumi il futuro dell'azienda. L'inevitabile rottura si placherà d'improvviso dinanzi al fato che coglierà di sorpresa: Filippo, il giovane rampollo, diviso tra amicizie, sesso e alcol, non accetterà i consigli di una donna, firmando la sua fine. Un movente difficile da cogliere che aprirà le porte a un'indagine senza esclusioni di colpi. A risolvere l'enigma, entrerà prepotentemente l'avvocato Michele Colantuono, un civilista stretto dalla routine quotidiana in Tribunale, cause che non gli danno più emozioni, il divorzio con Francesca e l'amore per la figlia Alessandra. Un mosaico di colori e sensazioni, i cui pezzi si muoveranno senza sosta, fino alla soluzione.
Non può piovere per sempre Chicoli Antonio - Lfa Publisher, 2020
"Torino, autunno 2014. Sono passati, ormai, molti anni da quando trascorreva qualche ora nella libreria di zio Biagio, a pochi passi da Piazza Castello, dopo i seminari all'università, dove, in un pomeriggio piovoso di inverno, incontrò Cristiana, innamorata dei romanzi di Dickens. Michele Nostrani è Sostituto Procuratore presso la Procura della Repubblica e responsabile della Direzione Distrettuale Antimafia di Torino. È sposato e ha due figli adolescenti: Livio, irrequieto e introverso, e Chiara, alle prese con le prime lacrime d'amore. Da mesi è impegnato nella requisitoria del processo Profano, una famiglia mafiosa che ha stabilito i propri affari in Piemonte. Al settimo piano della Procura, è affiancato da due giudici, Benedetta Valle e Luigi Lepore, che..."