Libri di Piero Cipriano
Bibliografia di Piero Cipriano: tutti i libri in vendita online SOCIETÀ E SCIENZE SOCIALI
La salute mentale è politica Cipriano Piero - Fuoriscena, 2025 - Fuoriscena
La salute mentale è un fatto politico, ma quasi mai è raccontata, e tantomeno affrontata, in questi termini. Nelle società del capitalismo avanzato, viene più spesso amministrata che compresa. Non solo nei reparti e nei centri blindati, ma anche attraverso diagnosi sempre più estensive e l'uso sistematico di psicofarmaci che silenziano i sintomi: nuove forme dello stesso manicomio che Franco Basaglia riuscì a far chiudere. In questo libro, Piero Cipriano - psichiatra con lunga esperienza nei servizi pubblici - racconta cosa significa oggi occuparsi di salute mentale in Italia e in Occidente. Ripercorre la storia della psichiatria, ne interroga la logica che separa i «normali» dai «devianti» e ne smonta la retorica che riduce il disagio a un malfunzionamento individuale, ignorandone la dimensione sociale. Ma "La salute mentale è politica" è anche il racconto di ciò che è stato rimosso: la possibilità di un cambiamento reale. Dalla rivoluzione psichedelica mai compiuta, oggi riassorbita dal mercato, al bisogno di senso e trascendenza, che la psichiatria tende a espellere in nome del realismo clinico allineato al realismo capitalista. Che cosa accade quando la cura si riduce al contenimento? Che cosa resta della salute mentale se viene compressa in diagnosi, pillole e protocolli? In gioco non c'è solo il destino dei cosiddetti pazienti, ma la forma stessa con cui una società definisce ciò che è accettabile, ciò che è patologico, ciò che può essere detto. Dopo trent'anni di professione, Cipriano prende la parola per denunciare un fatto tanto evidente quanto rimosso: occuparsi di salute mentale significa, innanzitutto, saper leggere i segnali del nostro tempo e le contraddizioni che li producono.
Il libro bolañiano dei morti. Esercizi di ego dissoluzione Cipriano Piero - Milieu, 2020 - Frontiere
Scritte come coda conclusiva della "Trilogia della riluttanza" che ha imposto Piero Cipriano come psichiatra critico, e anticipatori in parte dei suoi prossimi saggi sulle terapie psichedeliche e sugli stati di coscienza non ordinari, le riflessioni alla base de Il libro bolañiano dei morti sono state pensate e rielaborate a cavallo dei mesi della pandemia. Rappresentano un importante punto di vista critico sulla società contemporanea, sugli aspetti più delicati del nostro presente incerto e del nostro futuro incombente. Attraverso il raccontro della sua quotidianità, sospesa tra nuove ed esasperate forme di controllo, tra passeggiate in città spettrali, tra il lavoro in un ospedale psichiatrico, Cipriano prova a dare un nuovo corso all'epoca dell'indifferenza stimolando pensiero e riflessione. Il passaggio tematico, dalla liberazione dai manicomi alla liberazione della coscienza dalla gabbia della realtà ordinaria accade, per congiuntura o sincronicità, nell'anno del grande panico. L'anno in cui il mondo scopre di essere in uno stato di Bardo, che rende inevitabile l'esercizio di scon namento dai limiti del proprio io. Un testo che prova a dare risposte scomode, in un'epoca di smarrimento, un ibrido letterario: un po' reportage, un po' saggio psichiatrico e antropologico, un po' memoir e un po' pamphlet, forse tutte queste cose insieme.