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I lombardi contro l'Italia di Napoleone. La battaglia perduta per uno Stato indipendente in Padania libro
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LIBRO   9788884743183

I lombardi contro l'Italia di Napoleone. La battaglia perduta per uno Stato indipendente in Padania Coltorti Gabriele   -  Il Cerchio, 2012  -  Quaderni Padani

Questo libro costituisce una novità nel panorama degli studi storici essenzialmente per tre ragioni. La rivoluzione milanese scoppiata il 20 aprile 1814 a poche settimane dalla disfatta di Bonaparte segnò l'ascesa di una classe politica lombarda la cui lotta contro il dispotismo napoleonico, lungi dall'ispirarsi all'ideale "risorgimentale" di uno Stato italiano comprendente l'intera penisola, tese in via primaria alla formazione di uno Stato cisalpino limitato a una parte della valle padana. In secondo luogo, lo studio dei principali provvedimenti approvati dai lombardi nel breve periodo in cui furono al governo. Le misure riguardanti l'espulsione dei "forestieri" dalla pubblica amministrazione rivestono un notevole interesse perché, segnando una netta discontinuità rispetto al regime napoleonico che aveva aperto la carriera impiegatizia a tanti giovani italiani ed europei, lasciano trasparire una politica ben determinata a fondare uno Stato lombardo in cui la gestione della cosa pubblica fosse riservata ai lombardi. In terzo luogo la novità di questo studio investe l'analisi rigorosamente politologica del linciaggio di cui fu vittima il ministro delle finanze Giuseppe Prina: la giustizia di piazza fu la reazione violenta dei cittadini nei confronti di uno Stato, come quello napoleonico, il cui livello d'imposizione fiscale era salito vertiginosamente gravando sulle classi produttive.

€ 16.00 € 15.20
LIBRO   9788899473099

Via Filodrammatici prima di Mediobanca Coltorti Gabriele   -  Scalpendi, 2015  -  Saggi E Ricerche

Il quartiere scaligero assunse diverse identità nel corso del tempo: roccaforte del potere politico sotto i Torriani, sede di istituzioni ecclesiastiche nel medioevo e nell'età moderna, esso divenne tra '700 e '800 un elegante distretto della Milano laica ove il Teatro alla Scala funse da luogo prestigioso di socializzazione. Dal '900 esso ha acquisito i caratteri della city, centro del potere economico e finanziario del Paese. In tale processo di lungo periodo si pone la storia del palazzo di Mediobanca. Le sue trasformazioni edilizie riflettono le diverse funzioni di rappresentanza cui lo destinarono gli illustri proprietari. Residenza in età moderna di potenti casati della nobiltà milanese (dagli Archinto ai Visconti Ajmi), l'edificio divenne a fine '800 la lussuosa casa degli Gnecchi Ruscone, una ricca famiglia della borghesia industriale lombarda. Il palazzo assunse un nuovo ruolo nel 1946, quando la Mediobanca di Enrico Cuccia lo rese il "salotto buono" del capitalismo italiano.

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disp. incerta
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