Libri di Fulvio Comin

Bibliografia di Fulvio Comin: tutti i libri in vendita online Pordenone

Storia di Pordenone. Dalle origini ai giorni nostri libro
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LIBRO   9788863913019

Storia di Pordenone. Dalle origini ai giorni nostri Comin Fulvio   -  Biblioteca Dell'immagine, 2019  -  Storie Delle Città

Corre lungo il Noncello la storia asburgica di Pordenone, s'incrocia con quella del Meduna più Patriarchina e poi con quella della Livenza, singolarmente più veneta ed infine si mescola con quella della laguna veneziana con retrogusti d'oriente... Una ben singolare miscela che ravviva nei secoli questo modesto porto sorto per necessità di traffici commerciali, fino a costruire una giovane città di legno fatta di magazzini, piccoli locali dove vivere, laboratori artigiani, locande. Il legno abbonda ovunque attorno al fiume ed alla ragnatela di rogge che vi confluiscono. Il materiale da costruzione è a portata di mano, lo si usa per creare anche spazi per gli animali. Il legno è duttile, flessibile, facile da lavorare ma è pure pericoloso quando lascia andare la linfa che contiene e si secca. Basta una disattenzione di chi sorveglia il focolare domestico, o un fulmine, o soltanto una favilla, lucciola volante, che si posa nel posto sbagliato ed ecco che il fuoco divampa, improvviso, violento, e si veste di fumi neri del lutto. La piccola città di legno non c'è più ma dalle ceneri lasciate dal disastro ne sorgerà una di pietra, più ricca e più bella, per molti anni isola asburgica in mezzo al Patriarcato, presa da Venezia e ricatturata dagli Imperiali per poi essere ciò che non era mai stata: un feudo, con un Signore Risorgimentale che pur tuttavia la terrà per poco. Questo libro del porto, della città di legno e poi di pietra, ne racconta la storia, dalla sua origine singolarmente incerta, sino ai nostri giorni.

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Storia di Maniago libro
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LIBRO   9788863910148

Storia di Maniago Comin Fulvio   -  Biblioteca Dell'immagine, 2009

Storia di Maniago - Biblioteca dell'Immagine

€ 13.00 € 12.35
LIBRO   9788889199763

Storia di Pordenone. Dalle origini ai giorni nostri Comin Fulvio   -  Biblioteca Dell'immagine, 2008

"La zecca di Pordenone": fu quasi certamente il maglio della Vallona ad ospitare la zecca di Pordenone. Una città, quindi, dove si batteva moneta che portava in una delle facce il volto di Bartolomeo d'Alviano. La zecca coniava i ducati pordenonesi di identico valore rispetto a quelli di Venezia. Furono immessi sul mercato ducati d'oro, detti anche zecchini; il "matapan", denaro grosso d'argento, il soldo d'argento o mezzanino, il bezzo, il quattrino e il bagattino in rame. "Postini per Venezia": verso la fine del secolo, nell'agosto del 1583, Pordenone visse un'assoluta novità. Il Consiglio infatti istituì un servizio di portalettere per Venezia. L'incaricato, pagato 20 ducati l'anno, riceveva anche 2 soldi per ogni lettera che gli veniva affidata e una cifra in aggiunta se fosse stato incaricato di portare anche denaro. Il portalettere partiva ogni martedì da Pordenone e tornava il venerdì sera in modo da poter essere in città il sabato mattina, giorno di mercato. Il servizio venne soppresso, per ragioni che ignoriamo, nel 1588, ma lo si dovette ripristinare "a furor di popolo" l'anno successivo. "La peste": la prima notizia di diffusione del morbo risale al 1527 quando il Consiglio dettò severe disposizioni sanitarie. Nessuno poteva entrare in città sotto pena di lire 3 e 5 soldi. Alle porte c'erano le guardie che tenevano tutti i forestieri a distanza. Nonostante tutti questi accorgimenti, l'anno successivo, morirono di peste 600 persone.

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