Libri di Cur Comisso
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Italia ingrata. Scritti da Fiume Comisso Giovanni Gnocchi A. (Cur.) - La Nave Di Teseo, 2024 - Oceani
Il periodo passato da Giovanni Comisso a Fiume, prima da soldato e poi da volontario nell'esperienza della dannunziana reggenza italiana del Carnaro, è tra i meno conosciuti della sua biografia ma tra i più importanti per comprendere pienamente la sua poetica e la sua traiettoria autoriale. Questo volume raccoglie per la prima volta gli scritti di Comisso nati nell'ambito dell'esperienza fiumana e presenta una larga messe di testi rari, mai usciti in volume e inediti, tra cui un'opera articolata in due sezioni, Poemi e Poemetti brevi, di cui si erano perse le tracce per quasi un secolo. Sono scritti che hanno valore dal punto di vista storico, perché aiutano a comprendere lo spirito dell'impresa dannunziana. Patriottica ma non nazionalista, italiana ma consapevole e rispettosa delle antiche autonomie, libertaria e lungimirante sul tema dei diritti. Questa produzione si può considerare "metafisica" nel segno di Giorgio de Chirico (un'influenza decisiva ma sottovalutata) e riveste un'importanza cruciale anche dal punto di vista filologico. Consente infatti di entrare nella "officina" di Comisso e comprendere le ragioni dello stile e gli obiettivi dello scrittore. Domina il frammento lirico, continuamente rielaborato e pronto a transitare in opere diverse. Il narratore Comisso, con le sue improvvise illuminazioni, nasce qui.
Agenti segreti veneziani nel Settecento Comisso G. (Cur.) - Pgreco, 2012
Nel 1940 il grande scrittore Comisso fu costretto dalia guerra a rinunciare ai suoi viaggi, e ripiegò pertanto sulle ricerche d'archivio a Venezia. Gli capitò di imbattersi nei documenti relativi alla magistratura degli Inquisitori di Stato, e di esserne talmente affascinato da volerne fare un libro. Nacque il progetto di un'antologia delle denunce che le spìe e qualche anonimo cittadino mandavano agli Inquisitori. "Nel vagliare gli innumerevoli documenti - scrive Comisso - mi accorsi che noi nel Fascismo di quegli anni ci sì trovava in una situazione parallela a quella del decadere del governo aristocratico della Repubblica di Venezia e le preoccupazioni della Serenissima languente corrispondevano in un certo senso a quelle del governo dittatoriale che volgeva verso la fine". Come gli Inquisitori si accanivano perché i nobili usassero la toga e la bautta, mangiassero pesce invece di carne il venerdì, così il governo dittatoriale si preoccupava che gli appartenenti al partito indossassero la camicia nera nei giorni di festa, facessero il saluto romano e portassero il distintivo all'occhiello. La superficialità delle preoccupazioni per l'apparenza era la stessa mentre per entrambi nel sottosuolo si preparava la voragine che li doveva rispettivamente travolgere. Il libro usci nell'autunno del '41, ma fu quasi subito ritirato dalla circolazione.
Agenti segreti di Venezia (1705-1797) Comisso G. (Cur.) - Longanesi, 1984 - Il Cammeo
Agenti segreti di Venezia (1705-1797) - Longanesi