Libri di Paolo Condo
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Lo scudetto del Verona. Ricordi, racconti e retroscena 40 anni dopo l'impresa Condò Paolo Scemma Adalberto - Solferino, 2025 - Tracce
Compie 40 anni lo scudetto del Verona, un'impresa senza eguali nella storia del calcio italiano: quello del campionato 1984-85 è infatti l'unico titolo del Dopoguerra a non aver premiato un capoluogo regionale. Verona è soltanto provincia, e da sempre nel calcio l'accezione di "provinciale" implica un muro invalicabile fra sé e le grandi vittorie. Quel Verona, invece, riuscì nell'impresa restando in testa alla classifica dalla prima all'ultima giornata, evento più unico che raro. Vinse quello che all'epoca veniva giustamente definito "il campionato più bello del mondo" per la presenza di tutti i migliori giocatori del pianeta. Lo vinse precedendo il Torino di Serena e l'Inter di Rummenigge, la Juventus di Platini e Paolo Rossi, il Napoli di Maradona, il Milan di Baresi e del debuttante Maldini, la Sampdoria di Vialli e Mancini. Il libro è suddiviso in 40 capitoli per celebrare l'anniversario: ci sono le interviste ai principali giocatori, dagli stranieri Briegel ed Elkjaer ai protagonisti italiani Volpati, Di Gennaro, Tricella, Fanna e Galderisi, i ritratti degli altri componenti della rosa, i ricordi di alcuni avversari come Zenga, Baresi, Prandelli, Serena e Pellegrini, il racconto del cammino trionfale attraverso le partite chiave, la testimonianza di un tifoso speciale come Giovanni Rana. Ne emerge un quadro da film kolossal, e insieme d'autore: un gruppo di uomini capace di trasformarsi da "squadra di scarti" (così chiamata, perché molti di loro non erano riusciti a imporsi nei grandi club) nella formazione campione d'Italia.
Porte aperte. 30 avventure negli stadi più belli del mondo Condò Paolo - Baldini + Castoldi, 2020 - Le Boe
"Questo volume illustrato è quanto di più simile a un'autobiografia potrei mai concepire, perché il calcio è stata anche una splendida scusa per vedere il mondo, e più i luoghi in cui mi mandavano si scostavano dai percorsi tradizionali, meglio mi trovavo... Ne ho visti a centinaia di stadi, e di ciascuno ricordo un particolare, che sia una scalinata, una sala stampa o una tettoia cadente. Tutti gli stadi assolvono alla stessa funzione, ma non ce n'è uno uguale a un altro. Sono come persone. Ti sorprendono. Ti stancano. Ti fanno battere il cuore."