Libri di Giovanni Conte
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Storia ecclesiastica Giovanni Da Efeso Loconte R. (Cur.) - Città Nuova, 2024 - Testi Patristici
Un testo chiave per la storia tardoantica, una storia della chiesa da un punto di vista eterodosso di un vescovo siriaco. Scritta in siriaco nella seconda metà del VI secolo, la storia ecclesiastica di Giovanni di Efeso costituisce una fonte importante per la storia ecclesiastica, politica e militare di quel periodo. Sfortunatamente si è conservata solo la terza parte, la quale narra delle vicende della chiesa miafisita e dell'Impero bizantino negli anni 570-588. È un'opera chiave per ricostruire il punto di vista miafisita delle persecuzioni operate dai Calcedonesi negli anni dopo la morte di Giustiniano, un'opera importante della storiografia siriaca finora poco studiata dagli esperti di storia della chiesa e dell'impero bizantino.
Sull'Andrea Doria c'ero anch'io... Conte Giovanni - De Ferrari, 2016
"Con in mano un fascio di documenti attraversai nuovamente la timoneria e, dopo aver augurato la buona notte al Comandante ed una buona guardia al personale in servizio, lasciai il ponte di comando. Uscendo, il mio sguardo fu attratto dai rossi segnali luminosi di un pannello di controllo situato sulla parete di sinistra; quelle luci rosse indicavano che tutte le dodici porte stagne erano state chiuse. Continuavamo a navigare circondati da banchi di nebbia ma tutte le misure preventive di sicurezza erano state prese. Si poteva quindi procedere con relativa tranquillità...". Questo testo è la drammatica - e finora inedita - testimonianza diretta dell'incidente che ha coinvolto il transatlantico "Andrea Doria", raccontato da uno degli ufficiali di bordo imbarcati sull'unità. Il Capitano di Lungo Corso Giovanni Conte (Genova, 1934 - 2002), diplomato all'Istituto Nautico genovese, era imbarcato sull'Andrea Doria in qualità di Allievo Ufficiale. Ha in seguito navigato sulla Augustus della Società Italia. Dopo la fine dei transatlantici è passato alla società di navigazione Tirrenia, per la quale ha lavorato fino a fine carriera, giunta dopo quarant'anni di navigazione.
Il supremo e la contestazione dell'uomo Conte Giovanni - Booksprintedizioni, 2020
L'uomo non ha alcuna colpa per la sua esistenza, al contrario la subisce passivamente con tutto quello che imprevedibilmente può accadergli. La sua vita si svolge nella piena ignoranza, con l'incapacità di comprenderne il significato, così come dell'insieme che lo circonda. Questa situazione di schiavitù è stata imposta dal "Supremo" e a lui occorre chiedere una qualsiasi forma di dialogo per conquistare un minimo di dignità e libertà. Basta pregare il Supremo, al contrario occorre elevare la propria spiritualità per avvicinarci al SUPREMO e conoscere la verità. Il messaggio è il seguente: potrà esserci vera vita se ci sarà dialogo, non ci sarà vera vita se non ci sarà dialogo.