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- 9788842837541 Quanta strada nei miei sandali. Tutti i versi
Da esuli a francesi. Gli italiani in Francia durante l'età napoleonica (e oltre) Conte Paolo - Il Mulino, 2024 - Critica Storica
In seguito al crollo delle «Repubbliche sorelle» del 1799 numerosi furono i patrioti italiani che presero la via dell'esilio in Francia. Qui una parte consistente di essi continuò il proprio soggiorno perfino quando il successivo ritorno francese nella penisola avrebbe permesso loro di rientrare in patria. Così, una permanenza all'estero imposta dalla contingenza del tempo si trasformò in un'esperienza prolungatasi per libera scelta. Analizzando tappe e caratteristiche della presenza italiana in Francia in età napoleonica, questo volume offre per la prima volta una diversa lettura del fenomeno, secondo la quale l'esilio fu anche il momento di avvio di una lunga e inattesa esperienza di vita all'estero. Inoltre, un simile studio permette di riflettere sulla longevità politica della prima generazione risorgimentale. Anche oltralpe, infatti, l'impegno dei rivoluzionari italiani fu ben lungi dall'esaurirsi nel 1799 ed ebbe modo di articolarsi attraverso un lavoro istituzionale e un fermento culturale che si rivelarono ideologicamente tutt'altro che neutri.
«Il più grande male dell'umanità». Alexander von Humboldt nell'abolizionismo francese dei primi dell'800 Conte Paolo - Franco Angeli, 2021 - Storia-Studi E Ricerche
Per oltre venti anni Alexander von Humboldt fu impegnato nella redazione dei numerosi volumi del suo monumentale Voyage aux régions équinotiales, opera nella quale narrò del leggendario viaggio compiuto fra 1799 e 1804 nei territori americani. Tuttavia, quel racconto non riguardò solo la ricostruzione delle avventure trascorse oltreatlantico, né si limitò a fornire i seppur importanti risultati scientifici dei suoi studi, ma fu sensibilmente condizionato dall'evoluzione dello scenario politico internazionale del primo quarto di secolo e, soprattutto, si concentrò non poco sull'analisi delle condizioni sociali delle popolazioni dei territori visitati. Ricostruendo le vicende editoriali di tale fatica ed il contesto politico in cui prese corpo non tanto il viaggio, ma appunto la sua ricostruzione, questo lavoro illustra la centralità della questione della schiavitù negli interessi dell'intellettuale prussiano. Attraverso i suoi scritti, infatti, egli operò con grande coerenza - seppur non senza contraddizioni - per suggerire, in sintonia con gli ambienti dell'abolizionismo francese nei quali era pienamente inserito, una concreta soluzione per la fine dell'orrore della schiavitù. Una battaglia, questa, sulla quale sarebbe non a caso ritornato addirittura nel 1856, pochi anni prima della morte.