Libri di Mario Costa
Bibliografia di Mario Costa: tutti i libri in vendita online Stili artistici: dal 1960 circa
Ebraismo e arte contemporanea. Clement Greenberg, Arthur Danto, Isidore Isou, Abraham Moles Costa Mario - Mimesis, 2020 - Eterotopie
Lo sviluppo dell'arte occidentale è stato profondamente condizionato dalla nuova presenza, a partire dal XIX secolo, degli ebrei nel mondo dell'arte e, in seguito, dal pensiero estetologico ebraico. Mario Costa sostiene che la penetrazione della riflessione e delle esigenze religiose ebraiche nelle vicende dell'arte occidentale ha portato sì all'attuale situazione di caos e di deperimento dell'arte, ma ha posto, a un tempo, le premesse per un nuovo cominciamento dell'estetico nella direzione di quello che, trent'anni fa, l'autore ha chiamato sublime tecnologico.
L'arte contemporanea e l'ebraismo Costa Mario - Youcanprint, 2021 - Filosofia / Generale
Esiste un'arte ebraica? La questione, emersa e dibattuta per la prima volta nella Parigi degli anni Venti dello scorso secolo e ripresa con forza nella New York del dopoguerra, non cessa di provocare studi e interrogativi. La nuova presenza degli ebrei ha agito sull'arte contemporanea? E se sì, in che modo? Che funzione ha svolto in queste vicende il newyorkese Jewish Museum? E quale è stato il ruolo di certi artisti, conservatori e galleristi particolarmente influenti? Mario Costa ha già cercato, in un libro precedente, di rispondere agli interrogativi che qui sono stati posti, e questo volumetto vale come una prima aggiunta al precedente volume.
Ebraismo e avanguardie. Per una genealogia dell'arte contemporanea Costa Mario - Edisud Salerno, 2021
Le avanguardie del '900 hanno profondamente modificato la nozione stessa dell'arte, che ha assunto un altro modo di presentarsi e un altro modo di essere tra gli uomini. Si tratta allora di ricostruire una genealogia dell'arte contemporanea e di cercare di capire perché e attraverso quali vicende tutto questo è accaduto. La contaminazione con culture diverse da quella occidentale è stata sicuramente uno dei fattori del cambiamento, lo zen e il buddismo, ad esempio, hanno influito in un modo che è stato abbondantemente chiarito in sede critica ed ermeneutica. È noto e riconosciuto come la New York del secondo dopoguerra sia diventata il centro dell'arte internazionale, sostituendo completamente Parigi; a New York esisteva una grande concentrazione di ebrei e molti artisti, critici, mercanti d'arte e collezionisti erano ebrei. Il libro cerca allora di capire se l'ebraismo possa aver agito sulla configurazione che l'arte ha assunto in questo periodo, orientandola in un certo senso e favorendo la nascita di certi movimenti come l'espressionismo astratto, il minimalismo, il concettuale, il performativo.