Libri di Angelo Crespi
Bibliografia di Angelo Crespi: tutti i libri in vendita online Stili artistici: dal 1960 circa
Antonio Sannino. Hanami. Ediz. italiana e inglese Crespi Angelo - Electa, 2024 - Fuori Collana
Da molti anni Antonio Sannino (Napoli, 1959) si diverte a dipingere il mare fingendo di essere un pittore figurativo e giocando a fare l'artista astratto: il risultato è di una bellezza splendente, e i suoi quadri - sapientemente dipinti su alluminio con una tecnica speciale e, per questo, ancora più brillanti - sono al confine tra la rappresentazione dell'acqua e un gioco di colori in cui si riconosce appena l'elemento liquido. Ci si immerge quindi con lo stesso piacere nell'acqua o nel colore, perché sono ugualmente trasparenti. La stessa sensazione di trasparenza persiste anche quando Sannino affronta altri soggetti, come le città e i boschi. In questi ultimi lavori sperimenta una tecnica che garantisce una flatness quasi pop: l'utilizzo di resina in grado di vetrificare i colori a olio stesi su un supporto di alluminio. Il risultato è una superficie sottile e levigata che esalta la profondità compositiva, una sorta di no-landscape, per mezzo del quale l'artista non vuole più rappresentare la realtà, bensì vi allude, preferendo coglierne l'espressione più forte. Le sue metropoli - i cui paesaggi urbani sono ritratti al tramonto o di notte - appaiono scintillanti nei riflessi delle vetrate, gli edifici raffigurati in prospettive caotiche sembrano in movimento, e anche i pezzi di cielo sono frutto di una visione profonda più che di una mera riproduzione.
Giuseppe Veneziano. Mash-up. Ediz. inglese, italiana e tedesca Crespi Angelo Valeri Lalov Quaroni Ivan - Skira, 2018 - Arte Moderna. Cataloghi
"In che cosa consiste la novità della pop art di Giuseppe Veneziano? il suo mezzo preferito è la pittura su tela, ma l'artista realizza anche acquerelli e sculture, sebbene in misura minore. L''oggettività' e l'appartenenza alla pop art sono caratteristiche centrali dell'arte di Veneziano, che presenta un numero ristretto di personaggi provenienti dalla politica, dalla religione o dalla cultura pop, ritratti con colori vivaci e circondati da pochi dettagli, a formare una costellazione che invita subito l'osservatore a confrontarsi più a lungo con l'opera." (Valeri Lalov)
Luciano Ventrone. Il limite del vero. Dall'astrattismo all'astrazione. Ediz. italiana e inglese Crespi Angelo - Carlo Cambi Editore, 2019
Si definisce un astrattista alle prese con la realtà, un metafisico costretto a misurarsi con la caducità della natura. Luciano Ventrone aborre il termine iperrealista che, negli ultimi trent'anni, la critica ha riservato alle sue nature morte, così impressionantemente vere da essere inverosimili, di un realismo così eccessivo da non potersi dare paragone nella realtà. In questo senso si potrebbe usare il prefisso iper- intendendo il desiderio di andare "oltre" quel visibile che ci consentono gli occhi, per addentrarsi nei territori della pura speculazione, come sembra voler fare Ventrone, nelle cui opere c'è molto della tensione metafisica che è alle radici della pittura novecentesca ai suoi albori. E, se non bastasse, ciò che lo contraddistingue dagli "iper" è il modo raffinato con cui sceglie gli oggetti da rappresentare e come li mette in scena, perché la tecnica - scriveva Gillo Dorfles - può essere addirittura un impedimento, se non è accompagnata dal gusto, un gusto che, invece, nel caso di Ventrone, è stato educato alla scuola dell'antico e di Caravaggio consentendogli esiti straordinari, di sublime raffinatezza.