Libri di Gaetano Curzi
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Santa Maria del Casale a Brindisi. Arte, politica e culto nel Salento angioino. Ediz. illustrata Curzi Gaetano - Gangemi Editore, 2014 - Arti Visive, Architettura E Urbanistica
Fondata tra la fine del Duecento e gli inizi del secolo successivo, la chiesa, secondo la tradizione, venne concepita come una sorta di contenitore architettonico per inglobare una cappella preesistente che custodiva una miracolosa immagine della Vergine con il Bambino, trasferita nel Seicento sull'altare maggiore e perduta nel 1919 durante i restauri. Le superfici murarie sono connotate da un'elegante bicromia, ottenuta mediante l'impiego di pietra bianca e carparo, che in facciata disegna raffinati motivi geometrici ispirati alla tradizione antica ma anche a monumenti medievali pugliesi e della vicina Grecia. In sequenza fu avviata la decorazione pittorica che, nella prima fase, ebbe come protagonista Rinaldo da Taranto, autore del monumentale Giudizio universale in controfacciata. Nel corso del Trecento le pareti si ricoprirono di dipinti, spesso incorniciati da stemmi e temi araldici, attestando l'importanza dell'edificio per i sovrani napoletani, i principi di Taranto e molte eminenti famiglie dell'aristocrazia meridionale che si ponevano sotto la protezione della Madonna del Casale. In questo volume sono ricostruite analiticamente le vicende del cantiere architettonico e di quello pittorico, inquadrando le scelte progettuali e le conseguenti declinazioni formali nell'ambito della cultura angioina del Trecento e del clima politico e culturale del principato di Taranto.
Arredi lignei medievali. L'Abruzzo e l'Italia centromeridionale. Secoli XII-XIII. Ediz. illustrata Curzi Gaetano - Silvana, 2007 - Biblioteca D'arte
Le straordinarie coppie di ante che fino agli inizi del Novecento chiudevano le porte delle chiese di San Pietro in Albe e di Santa Maria in Cellis - oggi musealizzate a Celano - e la trabeazione dell'iconostasi di Santa Maria in Valle Porclaneta, ancora inserita nella suggestiva cornice dell'edificio contenitore, costituiscono un raro gruppo di arredi lignei medievali. Questi provengono da tre edifici dell'Abruzzo interno, legati in modo più o meno diretto alla potente abbazia di Montecassino che, a seguito del rinnovamento promosso da Desiderio, doveva contenere monumentali strutture in legno finemente intagliato e splendidamente policromato, di cui le opere abruzzesi potrebbero costituire un riflesso. In questo studio sono indagati a fondo i caratteri iconografici e stilistici dei tre manufatti, la loro cronologia e la questione della committenza, ma anche la trama di relazioni che scardinando il loro "splendido isolamento" li pone in contatto con le vie maestre del romanico centromeridionale, dove non mancarono episodi affini. La pratica di realizzare arredi di pregio in legno intagliato per chiese e abbazie era infatti tutt'altro che eccezionale; lo attestano le fonti e lo dimostrano le opere superstisti, alcune delle quali come la cattedra di Montevergine e l'altare della Vulturella diffusamente analizzate in questo volume.