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Il Rinascimento a Brescia. Moretto, Romanino, Savoldo 1512-1552. Ediz. a colori libro
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LIBRO   9788857252971

Il Rinascimento a Brescia. Moretto, Romanino, Savoldo 1512-1552. Ediz. a colori D'adda R. (Cur.)  Piazza F. (Cur.)  Valseriati E. (Cur.)   -  Skira, 2024  -  Arte Antica. Cataloghi

A Brescia, Moretto, Romanino e Savoldo sono i protagonisti di una stagione pittorica che ebbe nella fedele rappresentazione della realtà la sua cifra caratteristica. Volendo però guardare oltre il dato di stile, di quale "spirito" sono portatrici le loro opere? Quali vicende, quali passioni, quali personalità animavano la città che vide fiorire, nella prima metà del Cinquecento, questi eccezionali talenti? Per raccontare tutto ciò, questo libro delinea un grande affresco intorno alla figura di Fortunato Martinengo, il malinconico gentiluomo raffigurato in un enigmatico ritratto di Moretto oggi conservato alla National Gallery di Londra. Poeta, amico di letterati, patrono di circoli e accademie, protagonista e ispiratore di libri, aristocratico raffinato e tormentato pensatore, Fortunato diviene - attraverso le vicende della sua biografia, la rete delle sue relazioni, le tracce dei suoi pensieri - la guida e la lente con le quali ricostruire e guardare un'epoca straordinaria. Nei quarant'anni che coincisero con la sua vita, dal 1512 al 1552, Brescia subì un tragico e violento Sacco a opera dell'esercito francese, coltivò e assimilò profonde inquietudini religiose, elaborò ideali di evasione e modelli di virtù, in una sorta di grande laboratorio di dottrine, aspirazioni, incertezze e visioni. Un fervore di idee che ha lasciato un segno importante nella cultura del Rinascimento, ben al di fuori dai confini della città, e che trova nei capolavori della pittura (e non solo) uno specchio capace di intrecciare racconti e significati. Pubblicato in occasione della mostra bresciana, il volume intende restituire la complessità e la ricchezza di Brescia nella prima metà del XVI secolo, un periodo di straordinario fermento che viene analizzato da un punto di vista non solo storico-artistico, ma anche culturale, letterario, devozionale, economico e sociale, ponendo a confronto le personalità che tra la fine del Quattrocento e l'inizio del Cinquecento hanno portato le espressioni culturali e artistiche locali a livelli di assoluta eccellenza.

€ 39.00 € 37.05
Raffaello. L'invenzione del «divino pittore». Ediz. a colori libro
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LIBRO   9788857244570

Raffaello. L'invenzione del «divino pittore». Ediz. a colori D'adda R. (Cur.)   -  Skira, 2020  -  Arte Antica. Cataloghi

La mostra "Raffaello. L'invenzione del divino pittore" rinsalda il profondo legame tra Raffaello Sanzio e la città di Brescia nell'anno del cinquecentenario della morte del maestro di Urbino. Il progetto "Raffaello. L'invenzione del divino pittore" intende ragionare sul concetto di creazione ed elaborazione del Mito, sulla sua custodia e conservazione, e sugli aspetti che hanno determinato l'avvio dell'"industria culturale", a partire da una delle icone più rappresentative dell'Europa moderna, e puntando l'attenzione sull'eredità di Paolo Tosio e di Giuseppe Bossi e sul loro contributo al culto della memoria raffaellesca. La mostra e il catalogo danno la possibilità di valorizzare le maestose collezioni grafiche bresciane che attestano l'ininterrotta fortuna dei modelli raffaelleschi nelle arti e presso i collezionisti dal Cinquecento all'Ottocento, nonché la nascita di un vero e proprio 'mito del divino pittore', che raggiunge il suo massimo sviluppo nel XIX secolo, nel contesto della temperie culturale neoclassica e romantica. L'ininterrotta fortuna di Raffaello nell'arco di cinque secoli fu un fenomeno non solo pittorico e le stampe presentate costituirono l'ordito su cui andò tessendosi la trama di questo mito: alle incisioni infatti, prima ancora che alla diretta conoscenza degli originali, fu affidata la trasmissione della cultura figurativa raffaellesca. Nel volume i testi "Per omaggio al divino Raffaele e per incoraggiamento alle Belle Arti": cultura figurativa e gusto collezionistico a Brescia tra Sette e Ottocento di Roberta D'Adda; Faustino Anderloni, Pietro Anderloni e Giovita Garavaglia: l'incisione neoclassica di traduzione nella Raccolta Emilio Anderloni di Alberto Crespi; Inventario delle stampe raffaellesche del Gabinetto Disegni e Stampe dei Musei Civici di Brescia a cura di Chiara. Chiude la ricca bibliografia a cura di Giulia Paletti.

€ 25.00 € 23.75