Libri di Giuseppe Alessandro
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Truffe, truffati e truffatori. Se imbrogliare è peccato lo è anche farsi imbrogliare! D'alessandro Giuseppe - Angelo Colla Editore, 2012
Gli inganni e le truffe sono vecchi quanto il mondo. Basti pensare a Giacobbe che, travestendosi, inganna il padre e ruba la primogenitura al fratello Esaù, o a Ulisse inventore del cavallo di Troia. Oggi possiamo affermare che la truffa fa parte della nostra vita quotidiana: chi di noi può dire di non essere mai stato truffato? Maghi, imbonitori televisivi, falsi medici e falsi avvocati, commercianti di non proprio specchiata virtù... e ancora banche fittizie, onlus inesistenti, università fantasma, siti web taroccati: non esiste settore dove il pericolo di essere truffati non sia in agguato. Fortunatamente ci viene in soccorso Truffe, truffati e truffatori, prezioso repertorio che l'avvocato Giuseppe D'Alessandro ha confezionato con sagace ironia per aiutarci a sopravvivere in un mondo che a volte pare essere fatto a misura di truffatore, e a discapito degli onesti. Scremando l'enorme quantità di materiale a disposizione - leggi, documenti processuali, sentenze, notizie dai media - l'autore mette al servizio della nostra 'incolumità' e del nostro buonumore un florilegio incredibile di truffe orchestrate per spillare quattrini al malcapitato di turno, suddividendole in 'categorie' perché il lettore possa soddisfare più rapidamente la propria curiosità e cavarne il massimo dell'utilità. Una sorta di guida per evitare di cadere nei tranelli quotidiani, perché, se imbrogliare è peccato, lo è anche farsi imbrogliare!
Attento a come parli. Hate speech, insulti e parolacce. Viaggo (semiserio) tra le sentenze dei giudici italiani D'alessandro Giuseppe - Edizioni Giuridiche Simone, 2025 - Varia
Attento a come parli catapulta il lettore in un viaggio tragicomico fatto di volgarità, insulti, parolacce e gestacci. Nel libro il lettore troverà una carrellata di termini che hanno occupato le aule giudiziarie negli ultimi decenni e scoprirà curiosità legate al mondo dell'insulto e dell'offesa. Cosa c'entra l'espressione «non farmi girare gli zebedei» con alcuni apostoli? Quante offese in totale riguardano il sesso? Qual è la categoria più insultata in assoluto e qual è l'animale che più di tutti viene utilizzato per offendere? Queste e molte altre domande troveranno risposta tra queste pagine, che raccontano in modo leggero come i giudici hanno valutato il rapporto profondo tra gli italiani e le offese. Offese e volgarità, infatti, avvicinano luoghi che altrimenti non avrebbero nulla in comune, come caserme e bar, tribunali e aziende, TV e social. Proprio questi ultimi hanno veicolato il cambiamento linguistico degli italiani, abituati ormai sempre più al linguaggio scurrile. Il lettore scoprirà anche che non tutti i termini volgari sono offensivi: assoluzioni e condanne sono, infatti, giustificate in base alle circostanze, ai soggetti interessati, ai rapporti interpersonali, al luogo o al tenore della discussione. Al racconto delle sentenze di condanna si affiancherà quello delle decisioni (inaspettatamente) di assoluzione. Questo percorso attraverso le parole e i gesti che offendono mostrerà con chiarezza che non esiste - e non potrà mai esistere - un elenco completo di parole e locuzioni vietate, né, tantomeno, può esisterne uno contenente le parole lecite. Attento a come parli è un libro pensato per rivolgersi a cittadini, giuristi, politici e a chiunque lavori con le parole, come influencer, giornalisti, blogger. Infatti, anche se i moderni costumi hanno fatto acquisire una «maggiore tolleranza verso gli insulti» (così la Cassazione in una sua sentenza), non sempre la si può fare franca. Morale della favola: è sempre bene stare attento a come parli.