Libri di Angela Amelio
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Giuseppe Barberi. Le caricature 1775-1796. Ediz. illustrata D'amelio Angela Maria - Campisano Editore, 2022
I disegni analizzati in questo volume appartengono a uno dei fondi più interessanti conservati al Museo di Roma, costituito da centinaia di caricature, realizzate tra il XVIII e il XX secolo, che entrano a far parte del vasto ed eterogeneo patrimonio museale a partire dall'anno di fondazione (1930), in linea con l'ambizioso intento di creare una raccolta di opere d'arte in grado di documentare la secolare storia cittadina dal punto di vista urbanistico, architettonico e sociale. Giuseppe Barberi realizza i ritratti caricati, parallelamente alla sua produzione ufficiale di architetto, in un arco cronologico di oltre vent'anni, dal 1775 al 1796, corredandoli di puntuali commenti relativi ai personaggi raffigurati, ad avvenimenti coevi nonché a circostanze personali; un vero e proprio diario figurato di memorie pubbliche e private che ha come protagonisti i membri della propria famiglia, i pochi amici fidati, i presunti nemici, i nobili, i prelati, gli intellettuali, i diplomatici, gli artisti, i collezionisti, i restauratori e il variopinto mondo degli artigiani e dei venditori ambulanti con i quali l'architetto convive quotidianamente e dunque sua principale fonte di ispirazione. In linea con la vocazione enciclopedica settecentesca egli realizza, dunque, un vero e proprio testo illustrato di storia sociale, prezioso spaccato della società romana della seconda metà del Settecento, dove parole e ritratti permettono di recuperare una fitta rete di microstorie appartenenti alla complessa Storia di questo secolo che, con i suoi avvenimenti politici e culturali, sancisce il definitivo superamento dell'Ancien Régime.
Paolo Orsini. Dipingere per sopravvivere. Immagini dai campi di prigionia (1943-1945). Ediz. illustrata D'amelio Angela M. - Mediascape, 2014
"Io mi salvai dipingendo, la pittura mi aiutò a ritrovare me stesso, a non dimenticarmi". Così Paolo Orsini (1910-1974) ricorda quale fu la sua resistenza, come quella di molti altri artisti, durante i quasi due anni di prigionia nei lager nazisti come Internato Militare Italiano. Le figure ritratte nei suoi acquerelli si muovono in un'atmosfera lugubre, caratterizzata da un'essenzialità disegnativa e da una limitata gamma cromatica; "anime lunghe" dalle forme sempre più evanescenti, senza volto o con i lineamenti appena accennati, che riflettono l'annullamento interiore, l'umiliante condizione psicologica di chi è stato ormai privato della propria identità. Testimonianza struggente e umanissima quella di tutti internati, artisti e non, che esce dalla semplice cronaca per assumere una preziosa valenza documentaria. I loro dipinti, disegni, fotografie, poesie, diari, lettere, appunti sparsi hanno permesso, infatti, di portare alla luce una quantità di microstorie altrimenti destinate all'oblio che, insieme, assumono il respiro della grande Storia.