Libri di narrativa moderna e contemporanea successivi al 1945
Libri di narrativa moderna e contemporanea successivi al secondo dopoguerra
Mai sulla bocca D'andrea Stefano - Baldini + Castoldi, 2022 - Romanzi E Racconti
Giorgio ha quarant'anni, insegna all'università e ha una moglie, Luisa, che non ama. Ha una madre invadente, un gatto e un migliore amico, Marco, con cui parla soprattutto di teologia, calcio e disturbi gastrici. Il racconto di una quotidianità ordinaria, che conosce solo la fatica della noia, subisce una svolta quando finalmente Giorgio riceve i fondi per portare avanti una ricerca antropologica sul sesso a pagamento. Inizia così a trascorrere le giornate in compagnia di donne di ogni origine e formazione, che contatta online e accettano di raccontargli la nudità degli uomini che incontrano. Una nudità che scopre essere smascheramento dell'arroganza e della vigliaccheria e allo stesso tempo una liberazione dalle aspettative e dai ruoli che loro stessi, gli uomini, hanno contribuito ad assegnarsi. Le storie che raccoglie lo portano sulla soglia di una solitudine maschile che impara a riconoscere come propria, fatta di desideri taciuti e di incuria verso le proprie fragilità, di una ricerca pietosa della soddisfazione gratuita, perché, capisce, non è in denaro il prezzo più alto che si è costretti a pagare per sentirsi vivi. Sembra chiudersi un cerchio, il passaggio a un livello successivo di consapevolezza che gli consentirà di cambiare il corso della sua esistenza e del suo matrimonio, finché un giorno Luisa gli comunica di essere incinta e lui si trova a chiedersi di chi sia questo bambino. Perché Giorgio è sterile. E Luisa non lo sa. Un romanzo ironico e disincantato sul mondo sommerso della prostituzione e su tutte le forme di sfruttamento sentimentale di cui ci nutriamo: sulla famiglia, l'amore, il tradimento, l'amicizia, la vita che non abbiamo vissuto e quella che non ci aspettiamo di dover vivere.
La vita è una pizza D'andrea Stefano - Corbaccio, 2015 - Narratori Corbaccio
Quando si è bambini non si riescono a fare le cose da adulti. Ed è anche giusto perché se no crescere non avrebbe senso. E quindi i bambini non possono guidare la macchina, non possono usare il denaro e contrattare un prezzo o amministrare la giustizia. I bambini fanno i bambini. Di solito piangono quando hanno fame o sonno, o se si sono fatti male, e quando c'è una difficoltà chiamano la mamma. Però è vero anche il contrario. Cioè che gli adulti non sono più capaci di fare le cose da bambini. Per esempio non sanno correre felici per casa quando scoprono che per cena c'è il loro piatto preferito. Spesso non sanno nemmeno piangere quando qualcosa li rende tristi o disperati. Gli adulti non danno più tanta importanza ai bisogni primari come il sonno o la fame o farsi abbracciare da chi gli vuol bene, come se con il tempo fossero diventate tutte cose inutili. E invece no, nel fondo del nostro cuore, lo sappiamo benissimo che non sono cose inutili, ma tendiamo a dimenticarcene: per fortuna ci sono libri come "La vita è una pizza" che ce lo ricordano strappandoci un sorriso.