Libri di Mario Angelo
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Attraversando il cono d'ombra D'angelo Mario - Tabula Fati, 2016 - Ripostes
Questo bel poemetto è l'incontro fra la sensibilità d'un uomo - Fernando Pessoa - la cui preoccupazione "è capire com'è che esista altra gente", com'è che vivano anime che non siano la sua e coscienze e discernimenti esterni alla propria pronuncia, e la sensibilità di un altro uomo - Mario D'Angelo - che sa i limiti del pensiero e che tenta di rimettere a punto, "sull'orlo dell'abisso", il senso in cui si compiono gli orizzonti, le rotondità che assottigliano le attese, gli amori che trasmettono ogni "altro" di noi stessi: le identità di ieri, di oggi e di domani. Mario D'Angelo ripercorre, così, con l'immaginario di Pessoa, le trame in cui l'Occidente ha saputo costruire le proprie trasparenze e i propri assopimenti e riesce ad addentrarsi nell'officina del tempo, nelle ragioni che furono materia di alterità e di aneliti e nello "spettro del possibile" e del "canto teso", fin dove "l'ultima / carezza turba la mente" e dove "l'acqua riflette / il volo opaco delle foglie morte". Ciò consente a D'Angelo di confrontarsi con le figure che agirono dentro la persona e la psicologia di Pessoa, cioè con gli eteronimi o "compagni di spirito"...
La mente innamorata. L'evoluzione poetica di Mario Luzi, 1935-1966 D'angelo Mario - Noubs, 2000 - Aptica
"La ricognizione operata da Mario D'Angelo, in questo suo saggio, si muove nel solco (...) delle linee accertate dalla critica luziana più avvertita. E vi si muove con la consapevolezza che gli spostamenti possibili non riguardano tanto l'immagine consolidata quanto la possibilità di nuovi accertamenti critici ai livelli intermedi e all'interno dei passaggi fondamentali della progressione luziana. (...) In tale percorso, costruito 'per exempla', D'Angelo non tralascia di contestualizzare la poesia di Luzi, sia al livello di intertestualità interna sia di quella esterna, di metterne in risalto il rapporto con la cultura coeva e con la storia, di evidenziare i caratteri, e il loro modificarsi nel tempo..." (Giancarlo Quiriconi)