Libri di Luca Auria
Bibliografia di Luca Auria: tutti i libri in vendita online SCIENZE UMANE
L'alchimista giudiziario. La ricerca della pietra filosofale nel processo criminale D'auria Luca - Youcanprint, 2021 - Filosofia / Saggi*
In epoca rinascimentale l'alchimista era una sorta di mago alla ricerca della pietra filosofale, la sostanza segreta simbolo dell'alchimia, capace di risanare la corruzione della materia. Immerso giorno e notte nel suo laboratorio artigianale, l'alchimista ha inventato la scienza sperimentale che ha aperto alla modernità. Quando ancora la scienza era magia, ermetismo e pozioni magiche, la giustizia ha deciso di schierarsi dalla parte del dogma, della fede nelle forze superiori e della superstizione, respingendo ogni invito a farsi scienza. Solamente un mago alchimista potrebbe inventarsi un metodo per fare dello jusdicere una scienza capace di dialogare realmente con la contemporaneità.
Capitolo unico. Come se fosse un epitaffio sulla coscienza D'auria Luca - Youcanprint, 2024 - Filosofia / Saggi*
Capitolo Unico è la realizzazione utopica del sogno di Plotino: l'unità. Dopo tre lustri di studi, in poche pagine, racchiuse in un solo capitolo, l'autore, avvocato penalista, ha la pretesa di raccontare la verità sul problema della coscienza: come può il meccanismo neurale e puramente biologico produrre il magico mondo del mentale? Risolvere questo dilemma delle neuroscienze vuol dire rispondere al quesito centrale della giurisdizione: esiste realmente il libero arbitrio? Il libero convincimento del giudice è realmente libero?
L'eclissi. L'uomo giudice cartesiano e l'uomo comune proustiano D'auria Luca - Youcanprint, 2021 - Fiction / Generale
L'eclissi giudiziaria si realizza ogni volta in cui il giudicante, invece di frapporre tra se stesso e la prova da giudicare la forza cogente della legge e della logica, pone se stesso tra la regola e la prova, in modo da contaminarla di intenzionalità soggettiva. Così facendo, il giudice non guarda alla prova "depurando" la propria "intenzionalità cognitiva" attraverso gli occhi della legge, ma lasciando campo aperto all'intervento diretto del proprio "occhio cognitivo", così relegando la legge in una dimensione subordinata e oscurata. L'agente umano del giudizio, fuori dai casi in cui è imposta una regola d'ingaggio predeterminata quale è la legge per il giudice, è invece abituato a giudicare l'oggetto intervenendo direttamente su questo col proprio cognitivo e la propria intenzionalità. L'uomo giudice deve essere rigorosamente cartesiano mentre l'uomo comune è tipicamente proustiano.