Libri di Cur Dal Pane
Bibliografia di Cur Dal Pane: tutti i libri in vendita online BIOGRAFIE E STORIE VERE
Non mi sono stancato di vivere. Memorie di una vita lunga e laboriosa Dal Pane Reginaldo Dal Pane E. (Cur.) - Itaca (Castel Bolognese), 2024 - Telemaco
C'è una generazione che ha conosciuto la povertà, le devastazioni e gli orrori della guerra, che ha lavorato duramente, a prezzo di grandi sacrifici, per assicurare migliori condizioni di vita ai propri figli e alle proprie comunità. Queste pagine sono una testimonianza di quella generazione che ha visto cambiamenti epocali non solo a livello tecnologico ma anche della mentalità. Essa aveva una speranza per il futuro, era attaccata alla vita e la trasmetteva generosamente. Con tristezza assiste al degrado della vita sociale e politica, al diffondersi di un senso di sfiducia di cui l'inverno demografico è il segno più eloquente. Paradossalmente chi ha avuto tutto sembra in balia del niente. Una piccola storia che è in qualche modo un'intima ribellione al nulla dilagante, un invito a guardare chi ci ha preceduto, a raccoglierne, e non dilapidarne, l'eredità. Essa vuole dare, specie ai giovani, il messaggio che la vita, coi talenti che ciascuno ha, va spesa, donata, trasmessa così da potersi ritrovare, a 99 anni, a dire: «Non mi sono stancato di vivere».
Io, Mario Gardini Dal Pane E. (Cur.) - Itaca (Castel Bolognese), 2016 - Persone E Imprese
"Io, Mario Gardini" racconta la storia di un uomo di successo che ha i tratti tipici della Romagna: dedizione al lavoro, spirito di sacrificio, intraprendenza e lungimiranza, capacità di amicizia e di relazioni, gusto dell'ospitalità e della festa, gioia di vivere e senso della famiglia. Mario Gardini, classe 1935, appartiene ad una generazione singolare, nata in condizioni di vita simili a quelle dei secoli precedenti, che ha dovuto fare più volte i conti con il mondo che cambiava vorticosamente. Chi non ha vissuto quell'epoca deve provare a comprendere l'animo di giovani che avevano visto le condizioni non solo di povertà, ma anche di umiliazione dei propri genitori, e che quindi desideravano per sé e per i propri figli una vita migliore. Con pochi mezzi, ma con tanta creatività e impegno, tanti di loro si sono messi in gioco e hanno creato un diffuso benessere. Storie come queste sono esemplari perché documentano che ciò che c'è non c'è sempre stato, ma ha come origine un "io" che non si è perso nel lamento o nella rassegnazione, non ha alternato noia e sballo: si è messo al lavoro, pazientemente e tenacemente.