Libri di Cur De Benedictis
Bibliografia di Cur De Benedictis: tutti i libri in vendita online Architettura
Santa Maria degli Angeli a Firenze. Da monastero camaldolese a biblioteca umanistica De Benedictis C. (Cur.) Milloschi C. (Cur.) Tigler G. (Cur.) - Nardini, 2022
A Firenze, gli abitanti e tutti gli storici dell'arte conoscono la Rotonda di Via degli Alfani, incompiuto capolavoro (1437) di Filippo Brunelleschi; pochi di loro sono invece in grado di riconnettere tale monumento rinascimentale al grande monastero di Santa Maria degli Angeli, la più importante fondazione camaldolese della Toscana che, sorta alle fine del Duecento, fu centro di spiritualità cenobitica, vivaio eccellente di studi umanistici e letterari e polo di fertile, straordinaria committenza artistica. L'intento del volume, la prima indagine sistematica dedicata a tutti gli aspetti della storia dell'ex complesso religioso, condotta con un approccio interdisciplinare, è quello di restituire memoria e significato alle sue lunghe e travagliate vicende. L'imponente insediamento fu infatti sottoposto nel corso del tempo a parcellizzazioni e a riusi impropri degli edifici, oggi afferenti a proprietà diverse, producendo la perdita della conoscenza dell'assetto originario come della sua peculiare identità. Alle progressive trasformazioni architettoniche e alla dispersione di gran parte dell'ingente patrimonio artistico, si aggiunsero, nel Novecento, ulteriori manomissioni strutturali, prima con la costruzione della Casa del Mutilato e in seguito con l'acquisizione di alcuni spazi da parte dell'Università degli Studi di Firenze per le Facoltà di Lettere e di Architettura. Ambienti oggetto ora di una riqualificazione funzionale, gestita dal 'Progetto Brunelleschi', promosso dall'Ateneo, rivolta all'ampliamento della Biblioteca Umanistica. La pubblicazione del volume, che ha tratto origine da tale progetto di riqualificazione, ne costituisce supporto conoscitivo e documentario. Dalla lettura dei saggi che hanno ripercorso la vita del monastero e recuperato opere, episodi di committenza e contesti dimenticati, emerge un rilevante, stratificato quanto poco conosciuto capitolo di storia di Firenze.
La palazzina dei Servi a Firenze. Da residenza vescovile a sede universitaria. Ediz. illustrata De Benedictis C. (Cur.) Roani R. (Cur.) Romby G. C. (Cur.) - Edifir, 2014 -
Il volume illustra la storia, le funzioni ed il restauro del più pregevole edificio neoclassico fiorentino: la Palazzina dei Servi. Il complesso costituisce una delle rare testimonianze architettoniche della breve stagione del neoclassicismo a Firenze, progettato dal più francese degli architetti fiorentini: Luigi Cambray-Digny. Il difficile restauro, compiuto dall'Ateneo Fiorentino, sia architettonico che pittorico ha trasformato il complesso in un moderno Polo Universitario ed ha restituito alla città un bene che a tutti gli effetti può entrare a far parte di nuovi itinerari culturali.
Antonio Paolucci. Scritti scelti di museologia De Benedictis C. (Cur.) - Edifir, 2026 - Le Voci Del Museo
Il volume delinea il profilo intellettuale e operativo di Antonio Paolucci, una delle figure più eminenti della cultura italiana contemporanea, raccogliendo venticinque saggi prodotti in un arco temporale che va dal 1990 al 2019. L'opera si presenta come un testamento spirituale e tecnico che affronta le sfide della tutela e della gestione del patrimonio, partendo dall'esperienza diretta di Paolucci come Soprintendente, Ministro dei Beni Culturali e Direttore dei Musei Vaticani. Il cuore del libro risiede nella difesa appassionata della centralità dello Stato come unico garante omogeneo della tutela artistica. Paolucci argomenta con lucidità contro i rischi del decentramento regionale e del federalismo demaniale, sostenendo che, sebbene la valorizzazione possa essere affidata agli enti locali, la protezione scientifica e conservativa debba rimanere una funzione unitaria nazionale. Questa visione si intreccia con una concezione moderna del museo, inteso non come un'istituzione isolata ma come un sistema integrato nel territorio. L'autore promuove infatti l'idea del "museo diffuso", convinto che l'identità italiana risieda proprio nella capillarità dell'arte che occupa ogni angolo delle città e dei piccoli centri storici. Un altro pilastro fondamentale degli scritti riguarda la metodologia della conservazione. Paolucci propone un cambio di paradigma, invitando a superare la logica dell'intervento di restauro straordinario in favore di una manutenzione programmata e di una conservazione preventiva costante. Questa "virtuosa managerialità" emerge chiaramente anche nel racconto delle sue grandi imprese amministrative, tra cui spicca la risoluzione dell'eredità Bardini a Firenze. Grazie alla sua tenacia, lo Stato ha potuto acquisire capolavori assoluti di Donatello e Antonello da Messina, rendendo finalmente accessibili al pubblico luoghi di inestimabile valore come Villa Bardini e il suo parco monumentale. In definitiva, la raccolta restituisce l'immagine di un funzionario esemplare che ha saputo unire la sapienza dello storico dell'arte alla pragmaticità del decisore politico. Gli scritti evidenziano la sua rara capacità di divulgatore, in grado di comunicare la bellezza del Paese pur restando vigile sui pericoli del turismo di massa e della privatizzazione del patrimonio. Il volume si configura dunque come uno strumento indispensabile per comprendere lo stato attuale e le prospettive future della gestione culturale in Italia, offrendo una visione lucida e talvolta disincantata sulle emergenze della salvaguardia nazionale.