Libri di Cur De Cesare
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Il restauro del sipario istoriato di Antonino Calcagnadoro. La resa di Gerusalemme. Teatro Flavio Vespasiano Rieti De Cesare G. (Cur.) - Edifir, 2020 - Restauro
«Rieti è una città ricca di tesori nascosti e la storia del sipario del Teatro Flavio Vespasiano sta lì a dimostrarlo. Dipinto dal grande Antonino Calcagnadoro nel 1910, il sipario ebbe vita travagliata prima e dopo la sua realizzazione. Nel secondo dopoguerra incappò nel giudizio di coloro ai quali - specie dopo l'orrore dell'Olocausto - non era parso politicamente corretto celebrare la presa di Gerusalemme da parte di Vespasiano, che tanta distruzione e tanti lutti arrecò al popolo ebraico. Ma ad oscurare l'imperatore trionfante davanti alle mura della città ci avrebbe pensato il tempo, con tutto il suo corredo di "agenti": l'umidità, l'usura provocata dal ripetuto utilizzo, la scarsa cura e manutenzione, fino a quando, per evitare che la tela andasse distrutta, semplicemente si smise di usarla. Il tempo è continuato a scorrere, sbiadendo del sipario anche il ricordo tra i reatini, pure legatissimi al loro teatro. Perciò il 21 settembre vedere il Flavio pieno di gente accorsa ad ammirare la grande tela finalmente restaurata è stato commovente. Raramente si percepisce in città tanto orgoglio per le proprie cose e la propria storia e invece è successo. E a ragione. Per la Fondazione Varrone, che sin dal 2017 aveva deciso di finanziare quel restauro, è stata la dimostrazione di aver fatto la scelta giusta, onorando una volta di più il lascito anche morale della Cassa di Risparmio di Rieti, che a suo tempo tanto contribuì all'edificazione del teatro. Ugualmente azzeccata si è rivelata la decisione di affidare il cantiere ai docenti e agli allievi dell'Accademia delle Belle Arti de L'Aquila, anche per rinsaldare i rapporti di vicinanza e di scambio con la nostra città. Di quell'emozionante pomeriggio al Flavio ci resta il ricordo del lungo, appassionato applauso con cui il pubblico ha salutato il ritorno del sipario sulla scena e le parole della professoressa Grazia De Cesare sul valore dell'opera del Calca-gnadoro e sulla sua intrinseca fragilità. E adesso che la città ha ritrovato questo suo tesoro siamo certi che farà del tutto per non perderlo di nuovo.» (Dalla Premessa di Antonio D'Onofrio)
Santa Maria della Sanità. Forma e splendore della bellezza-The form and splendour of beauty. Ediz. illustrata De Seta Cesare Forte Bruno Siano Sergio Avilio C. (Cur.) - San Gennaro F.S.G., 2020 - I Ponti/Arte
Il volume ripercorre la formazione dell'architetto Giuseppe Nuvolo, dalla matrice classica e bramantesca fino agli originali risultati del barocco, di cui Nuvolo dà superba prova proprio nel cantiere della Sanità a Napoli. Il linguaggio architettonico di fra Nuvolo, ci spiega Forte, è profondamente simbolico ed esprime la centralità del Cristo Risorto tra i dodici apostoli. Nel suo saggio fotografico, Sergio Siano ci restituisce un'immagine della Basilica della Sanità come non l'abbiamo mai vista. Scegliendo punti di vista inusuali, Siano ci racconta la Basilica nel suo contesto urbano, dalle fondazioni paleocristiane a oggi: le forme del Barocco sono colte nei suoi scatti nel loro incessante mutamento e invitano il lettore/spettatore a sperimentarne la Bellezza con rinnovato stupore.