Libri di Flavio De Marco
Bibliografia di Flavio De Marco: tutti i libri in vendita online Storia dell’arte e stili artistici: dal 1900 in poi
Pin. Pittura italiana del Novecento De Marco Flavio - Quodlibet, 2026 - Fabula Picta
Il Novecento raccolto in questo libro è un mosaico di cento dipinti di autori italiani, scelti e commentati da un artista innanzitutto per capire come andare avanti nella propria ricerca. La selezione riflette per forza di cose una prospettiva parziale, comportando a volte l'inevitabile sacrificio di nomi celebri. La priorità, d'altra parte, non spetta qui agli artisti, ma alle opere, che non solo sopravvivono agli autori, ma si spingono anche oltre le loro intenzioni. Il criterio che ha guidato la raccolta è stato rigoroso: un quadro all'anno di un autore sempre diverso, dal 1900 al 1999. In alcuni casi ho privilegiato opere che non appartengono alla stagione più nota dell'artista, magari meno influenti dal punto di vista storico, ma a mio avviso più convincenti sul piano linguistico: credo che la portata innovativa di una ricerca non sia sempre garanzia della sua forza espressiva. In fondo, il mondo oggettivo non esiste per l'artista, prende forma solo attraverso il suo sguardo: la sua verità risiede in quella visione che scardina il reale, rendendo la pittura lo spazio in cui il mondo può ancora rivelarsi inatteso.
Screen life. Ediz. italiana e inglese De Marco Flavio - Quodlibet, 2026 - Quodlibet Arte. Cataloghi
Fin dagli esordi, De Marco ha concepito la pittura come un dispositivo di osservazione, un campo di prova in cui verificare la distanza tra il visibile e il rappresentabile. Le sue opere non descrivono il mondo, ma interrogano i modi in cui esso ci appare. In questa indagine, l'artista assume il linguaggio del digitale come condizione percettiva e paesaggio culturale. Le interfacce dei software di fotoritocco, le finestre dei browser, le griglie dei social network o le estetiche dei feed visivi sono elementi che abitano i suoi quadri come strutture latenti, come impalcature invisibili della visione contemporanea. In questo senso, la pittura di De Marco non si pone in opposizione al digitale, ma lo ingloba e lo traduce. Trasforma le sue logiche in materia, i suoi pixel in pigmento, i suoi flussi in durata. I bordi delle immagini evocano le cornici di schermi e finestre, le superfici monocrome rimandano ai campi neutri dei programmi di editing, mentre i dettagli sospesi - icone, indicatori, livelli di trasparenza - diventano metafore della nostra percezione mediata.