Libri di Giuseppe De Marco
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Il Sorriso di Palinuro. Il visibile parlare nell'invisibile viaggiare di Ungaretti De Marco Giuseppe - Studium, 2010 - Cultura
Il saggio si colloca al punto d'intreccio delle due centrali coordinate ungarettiane del «sentimento» del «classico» e del «girovago», rievocando il viaggio temporale (esistenziale e culturale) del poeta e la sua esplorazione dei luoghi e delle realtà di alcune aree geografiche (Elea, Palinuro, Paestum), sulla cui descrizione germoglia la flessuosa divagazione intellettuale e fantastica dell'io narrante. Ed è grazie al viaggio reale del 1932 a sud della Campania, nei luoghi del mito virgiliano, che Ungaretti immaginerà quella terra promessa a lungo vagheggiata, cogliendovi gli spunti per il proseguimento della sua attività creativa, in particolare per il Recitativo di Palinuro - oggetto qui di una articolata quanto accurata analisi -, modulato sullo spartito virgiliano. Così, nell'intreccio e sulla scorta di alcuni lacerti delle prose di viaggio, si affida il messaggio ad una bottiglia, che, per mezzo del prodigio della scrittura, per dir così, "itinerante", sarà destinata ad affrontare un viaggio infinito che attraversa lo spazio della parola nel tempo incessantemente presente della storia. In virtù di questa proposta di lettura singolare «scopriamo - come scrive G. M. Anselmi nella Presentazione - non solo la genesi di pagine poetiche fondamentali di Ungaretti (dove fonti letterarie ed esperienze dirette del viaggio cilentano si fondono inestricabilmente) ma anche il senso che la grande generazione di poeti e scrittori del Novecento [...] volle dare al viaggiare come primaria esperienza culturale e formativa. [...] De Marco ci conduce lungo questo percorso ermeneutico prima ancora che odeporico con capitoli di grande suggestione che ci aprono nuove e importanti acquisizioni sul la genesi di una certa poetica ungarettiana. Affidiamo perciò al lettore un libro prezioso e intrigante che lo solleciterà al viaggio letterario non meno che ad una nuova rilettura di Ungaretti».
«Qui la meta è partire». Scritture di viaggio e sguardi di lontano nel Novecento italiano De Marco Giuseppe - Marsilio, 2012 - Saggi. Critica
I capitoli di questo libro propongono un percorso focalizzato principalmente su una delle 'figure' essenziali della lontananza: lo sguardo, indagato nei suoi rapporti con la costruzione della narrazione. Se il viaggio mette subito in gioco le categorie dello spazio e del tempo, lo sguardo determina una soglia che è insieme un limite e una potenzialità, la parola apre la strada a un visibile che è solo letterario, oltre la vista, appunto. Partendo dall'analisi di alcune opere della modernità letteraria italiana, l'indagine di De Marco punta al "visibile" dell'essenza, della coscienza e del pensiero attraverso la parola, a "leggere l'invisibile nel visibile". "Vedere" diventa allora sinonimo di "conoscere", anche in senso metafisico. Lo studioso ha scandagliato le coordinate utili per orientarsi su alcune specifiche rotte della geografia letteraria, così scandita: "La rosa di Pesto" e il "Viaggetto in Etruria" di G. Ungaretti; "Le meraviglie d'Italia" di C. E. Gadda; il "Viaggio in Italia" di G. Piovene; "Le città del mondo" di E. Vittorini. Ne discende che l'iter di ogni singolo autore attiva figurazioni sorrette e nutrite dall'idea di un "infinito viaggiare" verso una Terra promessa sempre anelata e mai attingibile. Ogni approdo diviene, cosi, punto di partenza per una nuova mèta in una dialettica incessante tra sosta e movimento.