Libri di Girolamo De Michele
Bibliografia di Girolamo De Michele: tutti i libri in vendita online SCIENZE UMANE
Felicità e storia De Michele Girolamo - Quodlibet, 2001 - Quaderni Di Discipline Filosofiche
Felicità e storia - Quodlibet
Filosofia. Corso di sopravvivenza De Michele Girolamo - Ponte Alle Grazie, 2011 - I Corsi Di Sopravvivenza
Chi l'ha detto che i filosofi hanno sempre la testa fra le nuvole? E che la filosofia è una disciplina astrusa e "fumosa"? Ebbene, non c'è pagina di questo volume che non smentisca luoghi comuni tanto radicati. Anzi, un corso di sopravvivenza sembra perfino necessario, tanto più se la filosofia, come dimostra Girolamo De Michele, si occupa della vita e della nostra stessa sopravvivenza. Lo sapevano bene - con destini opposti, talvolta drammatici Cartesio e Giordano Bruno, Galileo e Antonio Gramsci. Perché la filosofia è esercizio di libertà, della vita concreta prima ancora che del pensiero. Uno sguardo disincantato sulla storia della filosofia "ufficiale" permette di scoprire l'attualità di pensatori lontanissimi nel tempo - le grandi "star" dell'antichità, come Platone e Aristotele, ma anche figure più oscure, come Talete e Anassimandro - accanto a "outsider di lusso" quali Giacomo Leopardi e David Foster Wallace (ma anche, di passaggio, Francesco Guccini, Luca Carboni e Fabrizio De André). Se la filosofia non insegna a trovare le risposte, ma ad affrontare i dubbi e le incertezze in cui non smetteremo mai di imbatterci, se "in filosofia il viaggio è più importante della meta", il suo racconto finisce per assomigliare a un grande romanzo d'avventura. Dell'avventura più bella, e che non ha mai fine.
Il profeta insistente. Raphael Lemkin, l'uomo che inventò la parola genocidio De Michele Girolamo - Neri Pozza, 2025 - I Colibrì
C'è stato un uomo, un giurista polacco nato insieme al Ventesimo secolo, che per primo diede un nome a quel crimine di portata tale da eccedere ogni giurisprudenza. Si chiamava Raphael Lemkin e raccontare la sua vita significa ripercorrere il Novecento dei grandi crimini contro l'umanità. Mentre lui nasceva, l'imperialismo tedesco dispiegava la sua prassi genocidaria in Africa. Negli anni della sua adolescenza, lo sterminio degli armeni precedette di pochi mesi i pogrom degli ebrei in terra russa. Mentre prendeva forma la sua carriera di giurista, in Ucraina avveniva l'Holodomor, la terribile carestia voluta dal "piccolo padre" Stalin. Il concetto che definiva gli atti criminali ai danni di un intero popolo finalizzati al suo sterminio aveva pertanto già preso corpo nelle formulazioni di Lemkin ben prima che la Shoah annichilisse gli ebrei d'Occidente, inclusi 49 membri della sua famiglia. La morte infine lo sorprese, non ancora sessantenne, mentre si stava battendo contro il genocidio coloniale francese in Algeria. Un'esistenza intera, dunque, indissolubilmente e tragicamente intrecciata al "crimine dei crimini", alla sua precisa definizione in quanto complesso e multiforme processo, che porterà, nel 1948, all'approvazione all'Onu della "Convenzione per la prevenzione e la repressione del delitto di genocidio". Relegato a semplice teorico del diritto, Lemkin è stato colpevolmente dimenticato, mentre il suo neologismo è diventata la parola, del secolo scorso e di questo. Partendo dai documenti e dalle sue opere, De Michele racconta questo tenace profeta visionario, rende omaggio alla sua memoria e offre preziosi spunti per una riflessione critica sul dibattito ideologico dell'oggi.