Libri di Massimo De Sabbata
Bibliografia di Massimo De Sabbata: tutti i libri in vendita online ARTI
Tra diplomazia e arte: le Biennali di Antonio Maraini (1928-1942) De Sabbata Massimo - Forum Edizioni, 2006 - Nuove Tesi
Nelle otto edizioni della Biennale di Venezia curate dallo scultore Antonio Maraini, tra il 1928 e il 1942, venne perseguito un progetto complessivo che mirava a costruire attraverso il sapiente utilizzo dell'allestimento, il controllo organizzativo su tutta l'esposizione e il tentativo di neutralizzare, tra tutte, la forza della cultura figurativa francese un linguaggio artistico nazionale che sovrastasse quello degli altri Stati. Il volume indaga la forte connotazione politico-diplomatica assunta dalla mostra veneziana nel corso del secondo decennio della dittatura fascista e le modalità attraverso le quali Maraini cercò di raggiungere gli obiettivi prefissati, favorendo il recupero delle varie tradizioni nazionali e rispondendo alle necessità di rappresentanza del regime.
Duilio Corompai (Korompay) (1876-1952). Ediz. illustrata De Sabbata Massimo Lorenzoni Martina Gransinigh Vania - Zel Edizioni, 2012
Duilio Corompai (Korompay) (1876-1952). Ediz. illustrata - ZeL Edizioni
Mostre d'arte a Milano negli anni Venti. Dalle origini del Novecento alle prime mostre sindacali (1920-1929) De Sabbata Massimo - Allemandi, 2013 -
Il volume ricostruisce il ramificato panorama delle esposizioni d'arte contemporanea a Milano, durante il terzo decennio del XX secolo. Attraverso la consultazione della bibliografia esistente, lo spoglio dei periodici milanesi e alcuni affondi archivistici, il libro ricompone il quadro delle mostre personali e collettive organizzate dalle numerose gallerie private, dalle istituzioni pubbliche e dalle associazioni private della città. Il solido sistema espositivo che ne emerge si complica progressivamente nel corso del decennio, quando la pittura del Novecento comincia a imporsi. D'altra parte, la complessa vicenda del movimento sostenuto da Margherita Sarfatti, letta dentro le articolate dinamiche espositive milanesi, si colora di nuovi accenti e non appare estranea al processo di sindacalizzazione degli artisti, promosso dal fascismo verso la fine del decennio.