Libri di Massimo De Vico Fallani
Bibliografia di Massimo De Vico Fallani: tutti i libri in vendita online ARTI
Raffaele De Vico e i giardini di Roma De Vico Fallani Massimo - Il Formichiere, 2022 - Orti E Giardini
Il libro è basato in parte su opere a stampa, prevalentemente la rivista del Governatorato di Roma "Capitolium", sulle memorie famigliari che venivano dai racconti di mio padre e infine su sintetici e svelti rilievi dei vari giardini effettuati a mano libera sul campo partendo dalle mappe catastali dei diversi giardini realizzati da Raffaele de Vico, elaborati grafici che non erano stati concepiti come documenti tecnici, ma soltanto come sostegno visivo alle cose che si andavano narrando nel volume. Lo stesso significato riguardava più ampiamente il saggio stesso, il quale voleva essere una sorta di richiamo di attenzione su un artista di giardini che ne sembrava meritevole. Si intuiva che molto vi era ancora da studiare sull'opera di Raffaele de Vico, e la speranza era che a qualcuno venisse il desiderio, nel tempo, di raccogliere il testimone di questa che mi piaceva immaginare come il primo passo di un'auspicabile più ampia ricerca. Dopo tutto agli specialisti della storia e dell'architettura di Roma non sfuggivano i giardini che abbellivano Roma. [dalla Premessa di Massimo de Vico Fallani]
Le cancellate romane sette-ottocentesche. Ediz. illustrata De Vico Fallani Massimo - Olschki, 2021
Quella del fabbro ferraio è una grande tradizione artigianale. Il volume illustra il tema delle cancellate romane setteottocentesche, fra le quali emergono i monumentali sistemi di chiusura e protezione dei portici delle basiliche urbane (Santa Maria Maggiore, San Giovanni in Laterano o Santa Croce in Gerusalemme) nel XVIII secolo, e quelli collocati a ridosso delle facciate delle chiese o nei grandi parchi cittadini, nel XIX secolo. La parte grafica del volume è molto consistente e raccoglie i disegni, d'insieme e di dettaglio, di cancelli e cancellate romane relativi al periodo in esame, esteso fino alla prima metà del Novecento. Disegni di progetto e, in molti casi, di rilievo appositamente eseguiti. Non si tratta di un repertorio esaustivo delle cancellate romane (se ne prendono in esame 150), ma il tema viene inquadrato con una selezione di casi rilevanti. Vengono messi in evidenza le origini, gli sviluppi, i rapporti con altri Paesi (Francia e Inghilterra in primo luogo) le novità tecniche e produttive, fino a quelle legate alla nascente industria del ferro, dell'acciaio e della ghisa (tra la seconda metà dell'Ottocento e la prima metà del Novecento, quando la produzione dei 'ferrari' romani si modifica radicalmente).