Libri di Giovanni Devastato
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Nel nuovo welfare Devastato Giovanni - Maggioli Editore, 2009 - Sociale & Sanità
Nel lavoro sociale, con la legge 328 di riforma del sistema dei servizi sociali, è stato introdotto l'approccio programmatorio, e si sono quindi da allora privilegiate, per la costruzione di sistemi locali di welfare, le strategie di piano. Tale scenario ha dato vita a interessanti cantieri di innovazione, all'interno dei quali sperimentare una diversa logica di pianificazione sociale. Questo grande laboratorio del nuovo welfare, che in questi anni ha interessato quasi tutte le regioni italiane, si è andato caratterizzando come un grande processo di apprendimento collettivo, che ha visto un'ampia costellazione di attori sociali, tutti protagonisti di una nuova ipotesi di sviluppo socialmente orientato dei territori. È per questo motivo che in queste pagine viene proposto uno strumento di riflessione che metta al centro il tema della metodologia della pianificazione strategica applicata al sociale. Rivolto agli operatori in servizio, ai soggetti del terzo settore e a tutti coloro che rappresentano gli attori-chiave del nuovo welfare, il volume vuole essere un agile manuale che, pur nella sua densità, offre un primo approccio di carattere introduttivo a tutti i principali temi del lavoro sociale nel mondo di oggi: - governance multilivello - sussidiarietà circolare - democrazia partecipativa - approccio incrementale. Nella seconda parte si propone un ripensamento delle logiche di funzionamento del servizio sociale sulla base di nuovi costrutti, quali agency, capitale sociale, reti di prossimità, sviluppo di comunità e sistemi di accesso, qualità sociale.
Oltre la crisi. Quali sfide per il welfare dei soggetti Devastato Giovanni - Maggioli Editore, 2012 - Sociale & Sanità
Qui si analizzano e approfondiscono gli effetti e le implicazioni che la " Grande Crisi", la più lunga che stiamo vivendo dagli inizi del secolo scorso, sta producendo sull'intero assetto di protezione sociale a forte investimento pubblico. L'idea di fondo è che l'attuale crisi non ha generato la fragilità e la debolezza del nostro sistema di servizi sociali, che era già inadeguato. Ne ha solo drammaticamente disvelato ed esasperato tutti i limiti e le insufficienze. La domanda, allora, diventa: bisogna adeguarsi a una deriva che rischia di cancellare una infrastruttura essenziale di un sistema di cittadinanza inclusiva, oppure è possibile ridisegnare una nuova prospettiva per sostenere che "un altro welfare è possibile?" Le riforme audaci si fanno proprio nei periodi di crisi profonda non seguendo l'onda normalizzatrice ma cogliendo le sfide più acute e immaginando nuove traiettorie di pensiero a partire da quelle note, come "approccio dello sviluppo umano", "paradigma centrato sulle capacità" o "welfare dei soggetti". Bisogna, perciò, attrezzarsi con una contro-teoria perché non basta indignarsi resistendo "dentro la crisi", ma è necessario mettere in campo nuove coordinate concettuali e nuovi dispositivi di azione per traguardare l'obiettivo di andare "oltre la crisi".