Libri di Tommaso Di Ciaula
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Tuta blu. Ire, ricordi e sogni di un operaio del Sud Di Ciaula Tommaso - Edizioni Alegre, 2022 - Working Class
Da sempre in Italia in narrativa vale l'equazione lavoro + scrittura = letteratura industriale. Eppure le opere di Ottieri e Volponi hanno colto del lavoro soprattutto gli elementi oggettivi ed esterni della classe operaia, concentrandosi su alienazione e catena di montaggio. Con l'aumento della conflittualità sociale, tra la fine degli anni Sessanta e i primi Settanta, alcuni scrittori di classe operaia inseriscono in quell'equazione un'incognita che permette di spiegare gli elementi soggettivi di questa classe: il vissuto, la vita quotidiana, il tempo libero. Tra loro colpiscono, sia in poesia che in prosa, autori come Luigi Di Ruscio, Tommaso Di Ciaula e Ferruccio Brugnaro. Subito ribattezzati in maniera un po' naïve come «i selvaggi». L'operaio pugliese Tommaso Di Ciaula dà alle stampe Tuta blu nel 1978 per Feltrinelli nella collana dei Franchi Narratori curata da Nanni Balestrini e Aldo Tagliaferri. Un romanzo-memoir-pamphlet che racconta l'industrializzazione a cottimo del meridione contadino con una penna rabbiosa e lucida, poetica e aggressiva. Il libro diventa un caso editoriale con svariate traduzioni all'estero. Viene anche adattato al cinema nel 1987 con Alessandro Haber nei panni del protagonista. Quella di Di Ciaula è una scrittura con squarci lirici e invettive che colpisce l'ideologia lavorista dell'andare-camminare-lavorare assunta anche da una parte della sinistra. Procede per accumulazioni, lavorando di tornio attorno a questioni fondamentali come il contrasto tra mondo contadino e industriale o le nocività e gli infortuni di fabbrica, tra metallo arrugginito, orli di sole e spicchi di mare. Un romanzo che con la fine della stagione della conflittualità operaia è stato spinto ai margini dell'industria editoriale e che ripubblichiamo perché pietra miliare della letteratura working class italiana.
Tuta blu. Ire, ricordi e sogni di un operaio del Sud Di Ciaula Tommaso - Zambon Editore, 2002
Tommaso Di Ciaula, operaio metalmeccanico tornitore in una industria a sei chilometri da Bari è l'autore e il protagonista di questo libro. Si tratta di una sorta di autobiografia non recente, tanto che il libro ha letteralmente fatto il giro del mondo - dall'Unione Sovietica al Mecciso - anche in versione teatrale e oggi viene riproposto in una nuova edizione in contemporanea in Francia, Italia e Spagna. Nella prefazione, Paolo Volponi così scrive: «L'urgenza che muove questo libro è sprigionata da due condizioni esistenziali che accompagnano e spaccano la vita di Tommaso Di Ciaula. La prima è la sua condizione di contadino pugliese; la seconda è il suo essere operaio, con un timbro sulla tuta blu, e tanti altri timbri». Un libro che, non solo per la storia, ma anche per il ritmo della scrittura, ha un respiro poetico, un lirismo contenuto e a volte compresso che non indebolisce ma anzi rafforza il carattere di denuncia delle condizioni di lavoro e dei rapporti di produzione, nel 1978, quando questo libro venne scritto. E oggi? Alla luce delle recenti vicende legate alla Fiat ma, più in generale, al processo di "dismissioni" che attraversa l'intera industria non solo in Italia e all'affermarsi di un liberismo autoritario e senza interstizi, le vicende illustrate dal tornitore pugliese non appaiono però datate, riferite ad una antropologia dispersa, ma vengono invece messe a verifica e trovano una loro cruda conferma.