Libri di Laura Di Fiore
Bibliografia di Laura Di Fiore: tutti i libri in vendita online Storia regionale e nazionale
L'Islam e l'impero. Il Medio Oriente di Toynbee all'indomani della Grande guerra Di Fiore Laura - Viella, 2015 - I Libri Di Viella
Tra i vari profili di Arnold J. Toynbee - storico, filosofo della storia, antichista - quello che emerge dalle carte del Foreign Office di Londra è uno dei meno noti, ovvero quello di esperto dell'intelligence britannico negli anni della Prima guerra mondiale e dell'immediato dopoguerra. Dalle analisi sul riassetto del Medio Oriente messe a punto in vista della Conferenza di pace di Parigi emerge il ruolo centrale riconosciuto alla "civiltà islamica" in una dimensione essenzialmente politica e profondamente consapevole dei mutati equilibri nelle relazioni globali tra Occidente e Oriente, ben lontana quindi dalle semplificazioni culturaliste attribuitegli in anni recenti nell'ambito delle teorie sullo "scontro di civiltà". Ma il progetto politico per il Medio Oriente schiudeva per Toynbee anche uno scenario fondamentale per il futuro dell'impero britannico, in fase di declino e oggetto di proposte di riforma dall'inizio del secolo. Le rivendicazioni di autodeterminazione nazionale del mondo musulmano rappresentarono infatti un tassello essenziale nel quadro di un'originale riflessione politico-istituzionale tesa a legittimare su nuove basi l'avventura imperiale britannica.
Alla frontiera. Confini e documenti di identità nel Mezzogiorno continentale preunitario Di Fiore Laura - Rubbettino, 2013 - Stato, Esercito, Controllo Del Territorio
Nella prima metà dell'Ottocento furono due i processi che, profondamente intrecciati l'uno con l'altro, contribuirono a trasformare il Mezzogiorno continentale in un territorio per la prima volta soggetto al pieno controllo dell'apparato statale. Il primo si espresse nella radicale ridefinizione amministrativa dello spazio interno del Regno, così come nella stabilizzazione del suo unico confine di terra, ovvero quello con lo Stato Pontificio. Il secondo si concretizzò invece nell'affinamento delle procedure di sorveglianza delle frontiere e di controllo del movimento delle persone, alle quali venne imposto di munirsi di inediti documenti di riconoscimento individuale nel momento in cui decidevano di mettersi in viaggio. E tuttavia, non si trattò in alcun modo di un processo unilaterale, dal momento che le istituzioni deputate al controllo del territorio, in primo luogo la polizia, furono costantemente poste a confronto con preesistenti pratiche sociali dello spazio. Lasciando affiorare dalle carte d'archivio storie di passaporti scambiati e venduti, di creazione e disvelamento di identità fittizie, di controversie territoriali dalle radici secolari, il libro ricostruisce i modi in cui, attraverso un'interazione dialettica tra istituzioni e società, il Mezzogiorno preunitario prese parte a quei processi costitutivi di una moderna statualità, che erano all'epoca in atto su scala europea.