Libri di Cur Diddi
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Misure cautelari ad personam in un triennio di riforme Diddi A. (Cur.) Geraci R. M. (Cur.) - Giappichelli-Linea Professionale, 2015 - Leggi Penali Tra Regole E Prassi
Da molti anni, e da più parti, si sottolinea il problema, ormai di entità non più tollerabile, del sovraffollamento carcerario la cui soluzione richiede interventi strutturali rispetto ai ciclici provvedimenti di clemenza. È un dato dì fatto che alla causazione del fenomeno contribuisca in maniera certamente non indifferente anche l'uso smodato della custodia cautelare. A venticinque anni dalla entrata in vigore del nuovo codice di procedura penale, in poco più di ventiquattro mesi, il legislatore, ricorrendo anche alla decretazione d'urgenza, nel cercare di porre in qualche modo rimedio all'ennesima "emergenza carceri", si è ancora una volta affidato ad interventi "tampone", volti ad incidere in vario modo su singoli profili della disciplina delle misure cautelari personali. Si è, così, assistito al susseguirsi di ben otto provvedimenti legislativi settoriali (cinque decreti e tre leggi) che, lungi dal realizzare una meditata riforma sistemica della materia, hanno invece apportato - con risultati, invero, non sempre armonici e coerenti ritocchi sparsi e frammentari. La sensazione netta è che si sia perduta una grande occasione per concretizzare i venti riformistici che, anche sulla scorta delle sollecitazioni provenienti da organismi internazionali, si sono sviluppati negli ultimi tempi.
L'esecuzione e il diritto penitenziario Diddi A. (Cur.) - Pacini Editore, 2017 - Diritto
L'esecuzione e il diritto penitenziario - Pacini Editore
L'esecuzione e il diritto penitenziario Diddi A. (Cur.) - Pacini Editore, 2016 - Diritto
Negli ultimi anni il legislatore ha profuso sforzi siqnficativi per adeguare il sistema penitenziario alle raccomandazioni provenienti dalla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo, la quale, in numerosi arresti, ha riscontrato che le condizioni di trattamento dei detenuti negli istituti penitenziari italiani non rispecchiano gli standard europei. iuttosto che agire sull'edilizia penitenziaria per rendere l'esecuzione della pena detentiva rispettosa della dignità e dei diritti della persona detenuta, tuttavia, il legislatore ha seguito altri percorsi. Seguendo strade già battute in passato, si è cercato anzitutto di sfoltire il numero dei detenuti favorendo il ricorso alle misure alternative alla detenzione. Accanto a tali strumenti, inoltre, sono stati rafforzati i meccanismi per assicurare al detenuto, che ritenga di subire trattamenti degradanti o inumani, di pretendere l'attuazione nei suoi confronti di condizioni dignitose dinanzi ad organi giurisdizionali che possano, eventualmente, ordinare il rispetto delle norme previste dall'ordinamento giudiziario.