Libri di narrativa e argomenti correlati
Opere di narrativa e argomenti correlati
La felicità dei tristi Dietrich Luc - Portatori D'acqua, 2023 - Uova Fatali
Luc Dietrich (1913-1944), nome d'arte di Raoul-Jacques Dietrich, è uno dei più grandi tra gli scrittori "appartati" del Novecento. Rimasto orfano di padre all'età di sei anni e con una madre malata e tossicodipendente, trascorse l'infanzia e parte dell'adolescenza in istituti correttivi e psichiatrici per poi dedicarsi a una vita errabonda, divisa tra la frequentazione degli ambienti malavitosi del tempo e un prorompente desiderio di redenzione. Ne La felicità dei tristi rivive le vicissitudini della sua infanzia fino alla morte della madre. Una confessione candida e crudele che fa dell'opera «una summa di pensiero e di scienza infantili», come ebbe a definirla l'amico Lanza del Vasto. Di Dietrich è disponibile in italiano L'apprendistato della città (La finestra, 2018). La felicità dei tristi è apparso per la prima volta nel 1935.
La pagina più bella e altre prose inedite Dietrich Luc - Via Del Vento, 2023
La pagina più bella e altre prose inedite - Via del Vento
L'apprendistato della città. Testo francese a fronte Dietrich Luc - La Finestra Editrice, 2018 - Archivio Del '900
"L'apprentissage de la ville", presentato agli amici in un manoscritto la cui calligrafia ricorda quella dei monaci benedettini del Medioevo. È il giugno del 1944 e sta lavorando a un progetto dedicato ai malati di mente: come ricorda Patrice Delbourg ne Les Désemparés, vero e proprio catalogo di scrittori sventurati, Dietrich, quasi assumendo le vesti della madre infermiera o del dottor Durtain di cui scelse di prendere il nome, si muove tra i detriti provocati da un precedente bombardamento, "gioca al dottore, vestito di un camice bianco, distribuendo parole di conforto ai feriti", quando d'improvviso dal cielo piove una nuova ondata di obici che va a straziare il villaggio della Manica e la vita del poeta; il piede sinistro resta ferito e gli s'infetterà: la setticemia gli arriverà al cervello. Dietrich fu l'ennesima vittima di quella duplice disgrazia del XX secolo che ha il nome di "guerra mondiale", come Péguy e Apollinaire, anche Max Jacob, Stefan Zweig, Edith Stein, Irène Nemirovsky, Robert Brasillach e il più volte citato Drieu.