Libri di Renzo Dionigi
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La corsia della memoria Dionigi Renzo - Interlinea, 2019 - Gli Aironi
"L'autobiografia e il racconto di come un io si è visto vivere, anche negli altri. Il chirurgo rischia di osservare da un punto prospettico professionale, su corsie di una umanità esitanti per una diagnosi, per la rivelazione di un camice bianco che riveste le persone di speranze. La memoria ne, ripercorre altre, di corsie, quelle dove tutti corrono la propria vita, fino al bilancio (o verdetto?) del cursum consumma-vi: anche nelle officine universitarie, gomitando, accelerando, dando una mano, tagliando le strade, recuperando i distacchi, assistendo, stimolando, insegnando, apprendendo, provando una fuga, non per essere soli, ma per essere seguiti e anche superati. Ritornando sui propri passi, alla ricerca del se stesso perduto o medicato, il narratore scopre di essere stato un altro, di ipotizzare un romanzo con altri protagonisti: il giovane medico approdato in America, un Paese sempre interpretando nell'allora le dinamiche e le contraddizioni di oggi; lo studioso consapevole di quanto è necessario impegnarsi e inventarsi; il (quasi) affermato chirurgo che ritrova il ragazzo cresciuto nella vivacità popolana della Milano postbellica, e amici vittime di una gelida morte, tra le troppe accettabili. Il tempo della storia è scandito dai grandi eventi della seconda metà del Novecento, in sequenze dove si affacciano, sullo sfondo di operai, casalinghe, di bombe e di mali estremi, in primo piano, senza prepotenze, già figure della mente, pazienti illustri e non, molti del mondo politico, accademico, artistico, sportivo, cinematografico. Tutti operati con uguale impegno tecnico e umano. Migliaia di anonimi, un cane a nome Charlie, l'Apache trout, il merope. Con la coscienza di un secolo che sa di partecipare al crepuscolo del cristianesimo, ma vuole salvare in più sereno dì il sublime dettato del Vangelo. Se non si fosse lettori provveduti, forse ci si arrenderebbe ai tecnicismi d'intervento e di cura, pur incuriositi o sedotti dalle esplorazioni naturalistiche e umanistiche, dal virtuosismo incisivo del taglio della dicitura, lungo la linea che il filo per la pesca a mosca taglia nell'aria (e adesca). L'occhio chirurgico interpreta i messaggi delle cellule umane, come indaga i colori, le linee, le espressioni e gli espressionismi dell'arte. L'io narrato e narrante convive, quindi ne riporta alla vita altri: gli amici, i colleghi, i maestri di scuola e di ricerca, figure e ombre di sfuggita passaggio o a tutto tondo spirituale, in incontri di studio, di dialogo, di comprensione desiderata e perseguita. I famigliari sopra tutti, presenti da sempre e per sempre: i genitori, gli zii, lei, la dedicataria e l'ispiratrice, attesa da lontano, i figli, i nipoti. Si racconta per loro, per tutti loro: che comprendano al di là di quanto l'io dice, partecipino, apprendano e perdonino." (A. S.)
Bernardino Moscati. Maestro di chirurgia e riformatore della sanità milanese nel Settecento Dionigi Renzo - Edra, 2017
La straordinaria biografia di un medico che cambiò la medicina dell'ostetricia in Italia, istituendo la formazione di ostetriche professioniste, con una solida preparazione sulla fisiopatologia del parto, e di chirurghi moderni. Il tutto con l'obiettivo di ridurre l'altissimo tasso di mortalità che colpiva le partorienti proprio in quell'ospedale che rappresentava il centro di riferimento per l'assistenza alle gravide, alle puerpere e agli esposti: l'ospedale Maggiore di Milano. Chiamato dalla struttura in un momento di forte crisi per l'economia generale della città e dell'ex Ducato, a lui venne assegnato il compito di ristrutturare l'attività chirurgica. E presto comprese che, pur disponendo di abili levatrici, l'Ospedale non era in grado di affrontare casi critici e di emergenza. Da lì la scelta di partire. Durante il suo soggiorno a Parigi, presso la prestigiosa scuola di André Levret, poté osservare da vicino il forcipe elaborato dal celebre chirurgo francese e studiò il modello didattico per la formazione di ostetriche. Tornato a Milano, riorganizzò quindi l'attività didattica della Ca' Granda con nuove scuole di formazione per chirurghi "moderni" e per ostetriche non più empiriche comari o mammane, ma vere professioniste. In poco tempo la fama di Moscati crebbe considerevolmente, diventando il punto di riferimento per i casi gravi (e soprattutto per pazienti illustri) e per il rinnovamento dell'attività formativa. Presentazione di Giorgio Cosmacini.