Libri di Cur Donzelli
Bibliografia di Cur Donzelli: tutti i libri in vendita online Letteratura, storia e critica: studi generali
Pier Paolo Pasolini. Figure, luoghi, dialoghi Donzelli E. (Cur.) - Marsilio, 2024 - Ricerche
Qual è il rapporto di Pier Paolo Pasolini con gli altri? E quale, tramite gli altri, ciò che in una voce "singolare" (non singola) gli altri hanno rappresentato e rappresentano come figure, luoghi, dialoghi del reale e dell'immaginario? Nel centenario della nascita di una delle figure più poliedriche della storia della cultura italiana e internazionale, il convegno tenutosi presso il Dipartimento di Studi umanistici dell'Università di Trieste il 24 e 25 febbraio 2023 - l'ultimo dei numerosi convegni organizzati nell'anno pasoliniano - mette insieme voci plurime del mondo della cultura desiderose di interrogare aspetti ancora inesplorati e fertili dell'eredità pasoliniana. Le interrelazioni tra lo scrittore e altre figure di amici, poeti, intellettuali italiani e stranieri: il dialogo nell'assenza con Proust, quello, tramite la corrispondenza epistolare in parte inedita, con Attilio Bertolucci, la relazione con i poeti triestini, il legame distante con il femminile e l'Algeria di Sénac. Ancora gli spazi e i luoghi con cui egli è stato e può continuare a essere in dialogo. La relazione tra la scrittura letteraria e quella per il cinema, i lati in ombra della scrittura epistolare, le contraddizioni di quella teatrale. E di riflesso a tutte queste tracce di ricerca, solo apparentemente note e ancora esplorabili, il posizionamento e la discussione sulla possibile - o impossibile - funzione estetico-politica di Pier Paolo Pasolini nel presente. Nell'arte, nella cultura. Soprattutto nella poesia.
Giorgio Caproni. Roma la città del disamore Donzelli E. (Cur.) Frabotta B. (Cur.) - De Luca Editori D'arte, 2012 - Varia - Titoli Fuori Collana
A cent'anni dalla nascita l'attenzione verso la poesia di Caproni non accenna a spegnersi. Sono pochi i poeti del Novecento a poter vantare un simile interesse ed è grazie agli studi sulle sue carte che oggi è ancora possibile esplorare territori fin qui sottovalutati o negati dalla critica. Uno di questi è il controverso e mai scontato rapporto con la città di Roma, "la città del disamore", come suona il titolo di questa mostra. Perché un titolo così problematico e inusitato per rappresentare una scelta di vita che, con il passare del tempo, si è rivelata per Caproni ineluttabile e fatale? Esiste una Roma dei grandi scrittori 'romani d'origine' che è quella di Moravia e della Morante: ed esiste una Roma altrettanto indiscutibile che ha attratto a sé molti giovani talenti destinati a diventare grandi narratori e grandi poeti. È anche questa la Roma che ha concepito il Novecento letterario: quella dei 'romani d'adozione'. Tra loro c'erano Bassani, Bertolucci, Betocchi, Gadda, Gatto, Pasolini, Penna. E tra loro c'era Caproni. La Roma di Giorgio Caproni "non è una città, è un mondo", una meta segreta tutta da esplorare: è qui che il poeta ha scritto la maggior parte delle sue opere in prosa e in versi ed è qui che ha stretto le amicizie più forti. Intrecciando i preziosi materiali cartacei conservati nel Fondo della Biblioteca privata di Giorgio Caproni con le poesie e le prose dell'autore, questo catalogo è un omaggio di Roma Capitale al poeta che l'ha abitata.
Gli oltraggi d'amore e di fortuna, commedia Donzellini Alessandro Terroni A. (Cur.) - Cesati, 2026 - Filologia E Ordinatori
Il volume propone la prima edizione critica della commedia Gli Oltraggi d'amore e di fortuna di Alessandro Donzellini, membro dell'Accademia degli Intronati, nonché figura colta e attiva nel Lazio del secondo Cinquecento, noto anche per i suoi testi storici e agiografici. L'opera, una commedia in cinque atti composta tra il 1572 e il 1592, è stata finora poco studiata, ma si distingue per la complessità della sua tradizione testuale: trasmessa da due testimoni manoscritti e due edizioni a stampa, mostra una notevole varietà redazionale che merita di essere analizzata come caso particolarmente significativo della complessa natura e diffusione dei testi teatrali cinquecenteschi. L'edizione critica si basa sulla princeps del 1585, affiancata da un apparato che registra le varianti degli altri testimoni. Il volume, inoltre, include un'ampia introduzione storico-letteraria e una nota al testo che motiva le scelte ecdotiche e si propone di indagare le insidie tipicamente presentate dalla trasmissione dei testi teatrali, con l'obiettivo di contribuire all'emersione di nuovi spunti per elaborare un modus operandi comune di una filologia che voglia davvero definirsi drammaturgica.