Libri di narrativa moderna e contemporanea successivi al 1945
Libri di narrativa moderna e contemporanea successivi al secondo dopoguerra
Balconi Dosi Francesca - Ensemble, 2021 - Officina
«L'uomo è solo una canna, la più fragile della natura [...]. Non occorre che l'universo intero si armi per annientarlo; un vapore, una goccia d'acqua bastano a ucciderlo». Nell'anno in cui l'universo ha prodotto il suo ennesimo vapore, ci rifugiamo al balcone a farci agitare dal vento. Il panorama, lì sotto, è lo stesso per tutti, immobile e sordo, perciò lo sguardo si rivolge al passato. Perché l'uomo è solo una canna, sì, ma - scriveva Pascal - «una canna pensante», che non può fare a meno di reagire a un presente senza storia ritagliando ricordi e tessendoli in storie nuove. È così che Francesca Dosi ritorna alla letteratura, raccontando di Parigi e di amori, di tetti e di complotti, di Marsiglia e di cinema, di disparità sociale e di Resistenza, di DAD e di scorci azzurri tra le calanche... in un Mémoire che si legge come un romanzo e assomiglia alla vita.
La bellezza ferita Dosi Francesca - Ensemble, 2020 - Officina
«L'Inferno sono gli altri» scriveva Jean Paul Sartre. Perché negli occhi degli altri si vede la propria immagine riflessa, si scorgono ferite che non si vorrebbe vedere, si è costretti a riconoscere, nel proprio stare al mondo, l'inadeguatezza, l'imbarazzo di vivere, le pose grottesche di un attore involontario. La bellezza di Guillaume D. ha una ferita da cui è difficile distogliere lo sguardo: è il suo cognome, quello di un padre famoso, icona del cinema francese e mondiale, immagine insuperabile di forza, di successo, di virilità. Guillaume è un poeta. È un uomo generoso, sensibile, delicato; è diverso dal padre, ma la sua somiglianza con lui lo condanna a fuggire da se stesso, dal suo corpo che lo accusa, e che diventa perciò oggetto di martirio. Guillaume si perde e si ritrova, cerca aiuto nel vino, nella droga, sempre alla ricerca del dolore, della perdita di sé, di una semplicità di sguardo che è la sua. In un romanzo dalle forti componenti autobiografiche, l'artista Francesca Dosi ci racconta del suo rapporto con Guillaume Depardieu, dell'affinità elettiva che ha legato i loro percorsi artistici, della giovane promessa di un amore.