Libri di Luciano Dottarelli
Bibliografia di Luciano Dottarelli: tutti i libri in vendita online Filosofia occidentale: dal 1600 al 1900
Immanuel Kant come maestro di saggezza Dottarelli Luciano - If Press, 2024 - Philosophica
Per apprezzare quanto il pensiero di Kant possa ancora fecondare un'«ontologia critica del presente» (Foucault), ci si deve liberare della sua immagine tradizionale di professore austero e pedante e valorizzarne piuttosto la vocazione di maestro di spiritualità e saggezza animato da una limpida religiosità filosofica, come compresero soprattutto i suoi primi lettori in Oriente che lo posero tra i Quattro saggi del mondo accanto a Confucio, Buddha e Socrate. Per Kant la filosofia non deve essere un'ancella ma una guida che precede la teologia con il lume della ragione. Richiamandosi alla tradizione delle scuole ellenistiche, egli propone una vera e propria «ascetica etica», per perseguire, con disposizione d'animo «ardito e lieto», l'ideale di una vita autenticamente umana, impegnata nella cura di sé e degli altri. In questa prospettiva il cosmopolitismo e il progetto per la pace perpetua spiccano come la coerente declinazione politica e giuridica della tensione che anima tutto il suo filosofare, quell'ispirazione «cosmica» che invita alla costruzione di un mondo comune, nel quale possa esprimersi armonicamente la polifonia delle fedi e delle culture.
Kant e la metafisica come scienza Dottarelli Luciano - Massari Editore, 1995 - Miraggi
Kant e la metafisica come scienza - Massari Editore
Freud, un filosofo dietro al divano Dottarelli Luciano - Annulli, 2015 - Logia
Con la psicoanalisi di Freud sembra davvero realizzarsi una delle aspirazioni più antiche della filosofia: quella di ricercare e mettere a disposizione degli uomini un'efficace medicina per curare i mali dell'anima e per raggiungere la felicità possibile. La riflessione e la pratica filosofica hanno infatti sempre tratto la loro motivazione più profonda dall'esperienza del limite che, nelle forme del dolore, della sofferenza, dell'ingiustizia e della morte, le persone si trovano di fronte nelle loro situazioni di vita. Il rapporto di Freud con la filosofia si è sempre nutrito di una profonda ambivalenza: da un lato la confessione di un'irresistibile attrazione; dall'altro quasi la necessità di rassicurare se stesso e gli altri su una propria "incapacità costituzionale" alla pura speculazione e sulla sua ferma volontà di sottrarsi, proprio lui, formidabile affabulatore, al fascino delle narrazioni filosofiche. Eppure, a oggi, la creatura intellettuale di Freud, in attesa degli sviluppi di alcune sue intuizioni che sembrano promettere le neuroscienze, appare sempre più destinata a trovare riparo e conforto nel grembo ampio e inclusivo della filosofia.