Libri di Vittorio Emiliani
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Roma capitale malamata Emiliani Vittorio - Il Mulino, 2018 - Intersezioni
Non c'è altra città «capitale» quanto Roma: enorme centro di potere nell'antichità e poi con la Chiesa universale. Eppure è con una maggioranza mediocre che il Parlamento dell'Italia unita il 23 dicembre 1870 vota il trasferimento della capitale da Firenze, secondo una volontà che era stata di Cavour, oltre che di Garibaldi e Mazzini. Capitale «inevitabile», ma fra invidie taglienti. Una immagine sempre contrastata: matrona e ladrona, civilizzatrice e corruttrice. Scelte urbanistiche errate e speculazioni voraci, anche vaticane, ne intasano il centro, segregano l'immigrazione tumultuosa. Capitale incompresa dagli intellettuali, difesa dal solo Gabriele D'Annunzio, più tardi da Antonio Cederna. «Un suk» per Goffredo Parise, «la morte» per Mario Soldati. Questa è la cronaca viva e sofferta di due secoli in cui Roma è cresciuta di 15 volte. Ingovernabile senza strumenti speciali.
Cronache di piombo e di passione Emiliani Vittorio - Donzelli, 2013 - Saggi. Storia E Scienze Sociali
"C'è una stagione del nostro giornalismo e della nostra vita civile che è stata segnata da un'esperienza originale: tra gli inizi degli anni settanta e la fine degli anni ottanta, "Il Messaggero" conobbe una vicenda diversa, esito di specifiche scelte proprietarie, e ancor più della personalità di alcuni tra i protagonisti che animarono il quotidiano. Vittorio Emiliani fu uno dei più diretti e appassionati tra questi. Giunto a Roma dopo la grande e innovativa esperienza milanese del "Giorno", portò dapprima come inviato, e poi per una lunga fase come direttore, il vento nuovo dell'indipendenza dalla politica, con un'impronta laica e un'attenzione sempre concentrata sui temi della capitale, ma non solo. Sul filo dell'autobiografia, Emiliani ripercorre in questo libro un viaggio ventennale all'interno di quelli che sono in genere liquidati come "anni di piombo" e che invece, da questa tumultuosa, vibrante narrazione, emergono come un periodo di fervida passione democratica, di attiva partecipazione dal basso, di movimenti femministi, studenteschi e libertari, che invano la P38 e i kalashnikov dei terroristi rossi e neri cercano di spegnere. Anni tragici, nei quali si alternano il sequestro e l'assassinio di Moro e l'approvazione di leggi fondamentali: aborto, la progressiva chiusura dei manicomi, l'equo canone, il servizio sanitario nazionale."