Libri di Epitteto
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Manuale Epitteto - Se, 2020 - Piccola Enciclopedia
Ora la noncuranza delle cose di fuori, ingiunta da Epitteto e dagli altri stoici, viene a dir questo appunto, cioè non curarsi di essere beato né fuggire di essere infelice. Il quale insegnamento, che è come dire di dovere amar se medesimo con quanto si possa manco di ardore e di tenerezza, si è in verità la cima e la somma, sì della filosofia di Epitteto, e sì ancora di tutta la sapienza umana, in quanto ella appartiene al ben essere dello spirito di ciascuno in particolare. Ed io, che dopo molti travagli dell'animo e molte angosce, ridotto quasi mal mio grado a praticare per abito il predetto insegnamento, ho riportato di così fatta pratica e tuttavia riporto una utilità incredibile, desidero e prego caldamente a tutti quelli che leggeranno queste carte la facoltà di porlo medesimamente ad esecuzione. (Dal «Preambolo del volgarizzatore» di Giacomo Leopardi) Postfazione e commento di Antonio Banfi.
Manuale con commento. Ediz. integrale Epitteto De Ruggiero G. (Cur.) - Mursia, 2015 - Grande Universale Mursia
Il tema centrale della filosofia di Epitteto è la libertà, intesa come capacità dell'uomo di governare se stesso e di darsi la propria legge. A quale prezzo l'uomo può conquistare la libertà? A prezzo di un assiduo lavoro che lo riscatta da tutto ciò che lo rende schiavo. E la schiavitù non è la soggezione esteriore, ma è ciò che aggrava e opprime lo spirito: è una schiavitù interiore, morale. È questo il nucleo di questo testo fondamentale della filosofia antica che, sotto forma di aforismi, guida il lettore alla riflessione sulla libertà spirituale. La traduzione italiana di Giacomo Leopardi è seguita da quella in latino di Angelo Poliziano, divenuta ormai una rarità bibliografica, uno dei maggiori esempi di latino quattrocentesco nel quale gli umanisti recuperarono le opere più rappresentative della cultura antica.
Manuale Epitteto - Se , 2009 - Piccola Enciclopedia
"Ora la noncuranza delle cose di fuori, ingiunta da Epitteto e dagli altri stoici, viene a dir questo appunto, cioè non curarsi di essere beato né fuggire di essere infelice. Il quale insegnamento, che è come dire di dovere amar se medesimo con quanto si possa manco di ardore e di tenerezza, si è in verità la cima e la somma, sì della filosofia di Epitteto, e sì ancora di tutta la sapienza umana, in quanto ella appartiene al ben essere dello spirito di ciascuno in particolare. Ed io, che dopo molti travagli dell'animo e molte angosce, ridotto quasi mal mio grado a praticare per abito il predetto insegnamento, ho riportato di così fatta pratica e tuttavia riporto una utilità incredibile, desidero e prego caldamente a tutti quelli che leggeranno queste carte la facoltà di porlo medesimamente ad esecuzione", dal "Preambolo del volgarizzatore" di Giacomo Leopardi. (Volgarizzato da Giacomo Leopardi)